Giovanni Zannola
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Martina Carbonaro aveva 14 anni. Fernanda Di Nuzzo ne aveva 61.Due donne, due generazioni diverse, due vite spezzate dalla violenza di uomini che dicevano di amarle. Davanti a tragedie come […]

Basta femminicidi, serve un cambiamento culturale

Giugno 16, 2025 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Martina Carbonaro aveva 14 anni. Fernanda Di Nuzzo ne aveva 61.
Due donne, due generazioni diverse, due vite spezzate dalla violenza di uomini che dicevano di amarle.

Davanti a tragedie come queste, non servono più editoriali o servizi in TV per capire quanto è grave l’emergenza che stiamo vivendo nei rapporti affettivi.
Serve una risposta chiara, concreta, immediata: educare all’affettività, fin da piccoli.

La violenza non ha età, non ha classe sociale, non ha confini geografici. È ovunque. E ha un nome preciso: patriarcato.

Non bastano più le condanne pubbliche, le promesse di inasprire le pene. È necessario un cambiamento culturale profondo.
Dobbiamo insegnare, ogni giorno, che l’amore non è possesso. Che un “no” si accetta. Si rispetta.
E che anche controllare il telefono, fare pressioni, umiliare, fare battute sessiste è già violenza. È controllo. È cultura del dominio.

Mi vergogno profondamente per le parole di un Ministro della Repubblica che, davanti a questa emergenza, ha suggerito alle donne di rifugiarsi in chiesa o in farmacia.
Non sono le donne a dover cercare un posto sicuro. Siamo noi uomini – e mi rivolgo prima di tutto a noi – a dover cambiare.

Facciamo in modo che la violenza, soprattutto quella quotidiana, silenziosa, venga riconosciuta e fermata.
E che nessuna donna debba sentirsi in pericolo solo per aver amato, lasciato o detto “no”.

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Il 27 maggio abbiamo fatto un passo importante per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e rendere il nostro territorio più sano e vivibile. Insieme al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessora […]

Un altro passo verso una Roma più verde

Giugno 16, 2025 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Il 27 maggio abbiamo fatto un passo importante per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e rendere il nostro territorio più sano e vivibile.

Insieme al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessora Sabrina Alfonsi, al Vicesindaco della Città Metropolitana Pierluigi Sanna, al Delegato all’Ambiente Rocco Ferraro e alla Vicepresidente del Municipio X Valentina Prodon, abbiamo inaugurato un nuovo intervento di forestazione urbana nelle zone di Axa Malafede e Ostia Acque Rosse, promosso da Roma Capitale con le risorse del PNRR.

Si tratta di un progetto ambizioso e concreto, che si inserisce nel piano europeo per la neutralità climatica entro il 2030: piantare alberi per contrastare il cambiamento climatico, ridurre l’inquinamento atmosferico e restituire biodiversità ai nostri quartieri.

Lo ripeto spesso, ma non è solo uno slogan: piantare l’albero giusto nel posto giusto è una scelta strategica. È un investimento nella salute pubblica, nella vivibilità, nel futuro. E lo è soprattutto per territori come il nostro, dove il verde urbano è una necessità, non un lusso.

Come Municipio, abbiamo scelto di sfruttare al massimo le opportunità offerte dal PNRR, lavorando fianco a fianco con Roma Capitale e Città Metropolitana. Perché tutelare l’ambiente significa tutelare la salute. E questo lo dobbiamo a noi, ma prima di tutto ai nostri figli e alle generazioni che verranno.

Un grande grazie a tutte e tutti coloro che stanno portando avanti questo progetto con passione e professionalità.

Il verde è un diritto. Continuiamo a prendercene cura.

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Una settimana intensa, costruita attorno a una domanda semplice ma fondamentale: come stiamo, come comunità? E soprattutto: quali strumenti abbiamo – davvero – per prenderci cura dei più piccoli, degli […]

Una settimana per guardarsi negli occhi: comunità, cura, futuro

Giugno 13, 2025 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Una settimana intensa, costruita attorno a una domanda semplice ma fondamentale: come stiamo, come comunità? E soprattutto: quali strumenti abbiamo – davvero – per prenderci cura dei più piccoli, degli adolescenti, delle famiglie?

Sono interrogativi che mi porto dietro ogni giorno, sia come amministratore che come psicologo. Due ruoli diversi, ma per me profondamente intrecciati. Diventare psicologo è stato un sogno da bambino, e quel punto di vista non l’ho mai perso. Anzi, è ciò che mi guida oggi, anche nelle scelte più difficili.

Lunedì 19 maggio, alla conferenza territoriale di “Qui, un quartiere per crescere”, abbiamo fatto il punto sul lavoro svolto dal Punto Luce di Save the Children nel X Municipio. Una scommessa sociale che ha trasformato un edificio scolastico dismesso – chiuso per mancanza di iscritti – in un presidio di opportunità per Ostia Ponente.
Un luogo in cui si fa ogni giorno sostegno psicologico, orientamento, outdoor education, contrasto alla povertà educativa. Un lavoro silenzioso ma prezioso, che merita di essere sostenuto con forza.

Martedì 20 maggio, con AGIPSA e tante realtà del terzo settore, abbiamo affrontato un’urgenza che cresce ogni giorno: il disagio psicosociale degli adolescenti. Le scuole, troppo spesso, restano sole.
Abbiamo parlato della necessità di reti territoriali forti, di strumenti concreti, e soprattutto di una visione condivisa. Tra le proposte emerse, quella di portare il Manifesto psicoanalitico dell’adolescenza direttamente nelle scuole.
Un gesto semplice, ma potente: aprire spazi reali di ascolto, costruire insieme percorsi di coprogettazione, dare corpo a una parola spesso citata ma ancora troppo poco agita: prevenzione.

Sabato 24 maggio, infine, ho partecipato al Centro Risorse di Save the Children, in Piazza Gasparri, alla presentazione del libro “Quando tutto brucia” di Catia Proietti.
Un racconto potente, fatto di dignità, relazioni, fiducia tra generazioni. Catia è una di quelle persone “belle” che attraversano le nostre città in punta di piedi, ma lasciano impronte profonde.
Il suo libro è un promemoria: il cambiamento parte dalle storie, dai legami, dai quartieri. E si costruisce ogni giorno, proprio lì dove qualcuno sceglie di restare. E di curare.

Chiudere la settimana tra chi ascolta, educa, accompagna, dà senso a tutto il resto.
È da qui che si parte. Sempre.

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Si è svolto in Campidoglio un tavolo tecnico dedicato alla realizzazione degli attraversamenti pedonali rialzati, con la partecipazione di tecnici, dipartimenti, assessori e rappresentanti istituzionali. Un momento di confronto operativo […]

Attraversamenti pedonali rialzati: Roma accelera sulla sicurezza stradale

Giugno 13, 2025 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Si è svolto in Campidoglio un tavolo tecnico dedicato alla realizzazione degli attraversamenti pedonali rialzati, con la partecipazione di tecnici, dipartimenti, assessori e rappresentanti istituzionali. Un momento di confronto operativo su uno dei temi più urgenti quando si parla di mobilità: rendere sicuri i punti più critici della città, a partire da quelli davanti alle scuole.

Il punto di partenza è la delibera approvata lo scorso dicembre, a mia prima firma, che ha dotato per la prima volta Roma di uno strumento unico per progettare e autorizzare attraversamenti rialzati. Un passaggio fondamentale per superare lungaggini e pareri contrastanti che per troppo tempo hanno frenato gli interventi.

Durante il tavolo, è emersa con chiarezza la necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza e tempi di realizzazione. Non possiamo più permetterci che gli attraversamenti restino progetti sulla carta per anni, soprattutto quando parliamo di zone sensibili come quelle scolastiche.

Un altro tema affrontato riguarda la sosta selvaggia e i parcheggi abusivi, che spesso impediscono la realizzazione degli interventi richiesti. Liberare questi spazi sarà essenziale per andare avanti concretamente.

Tra le proposte condivise, l’idea di utilizzare gli attraversamenti rialzati come “porte d’ingresso” delle Zone 30, soprattutto in prossimità delle scuole. I dati parlano chiaro: oltre 230 richieste arrivate dai Municipi, di cui 150 solo nelle vicinanze di edifici scolastici.

Abbiamo deciso di avviare un approfondimento tecnico congiunto per definire insieme le priorità e costruire un piano condiviso di interventi.

La sicurezza stradale è una responsabilità collettiva, che deve tradursi in atti concreti. Ogni attraversamento sicuro in più è un rischio in meno per chi cammina, pedala o semplicemente attraversa la strada. Ora è il momento di accelerare.

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Il 24 maggio ho avuto l’onore e la responsabilità di partecipare a “Cuori in Memoria”, un momento collettivo di grande intensità promosso dall’Associazione Far Futuro Insieme e dal Comitato di […]

“Cuori in Memoria”: il dolore che diventa impegno.

Giugno 13, 2025 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Il 24 maggio ho avuto l’onore e la responsabilità di partecipare a “Cuori in Memoria”, un momento collettivo di grande intensità promosso dall’Associazione Far Futuro Insieme e dal Comitato di Quartiere Labaro.

Un’iniziativa profondamente umana, nata per ricordare chi ha perso la vita sulla strada e per trasformare quel dolore in consapevolezza, in azione, in richiesta di cambiamento. Le parole di Tamir, fratello di una giovane vittima della strada, sono state un colpo all’anima. Un grido d’amore e di giustizia che difficilmente dimenticherò. Intervenire dopo di lui è stato uno dei momenti più difficili e toccanti della mia esperienza pubblica.

Questo incontro è stato un monito: non stiamo facendo abbastanza. I numeri delle vittime continuano a essere drammatici. La distanza tra l’urgenza di cambiamento che ci chiedono le famiglie e i tempi della burocrazia è ancora troppo ampia.

Come amministratore, ma anche come cittadino, sento forte il dovere di portare avanti questo impegno. Di continuare a lottare perché la sicurezza stradale diventi una priorità quotidiana, concreta e costante.
Perché dietro ogni statistica c’è una storia, una famiglia, un vuoto che non può essere ignorato.

Ringrazio con tutto il cuore le persone che hanno reso possibile questa giornata, e che ogni giorno, con determinazione e passione, costruiscono memoria e futuro.
Lo dobbiamo a chi non c’è più. Lo dobbiamo a chi cammina, pedala, attraversa la strada.
Lo dobbiamo a chi crede, ancora, che cambiare sia possibile.

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Oggi, 22 maggio, è una giornata che segna una svolta nella storia dei diritti civili nel nostro Paese.Con una sentenza che aspettavamo da troppo tempo, la Corte Costituzionale ha stabilito […]

La Corte Costituzionale riconosce ciò che l’amore sapeva già: è incostituzionale negare alla madre intenzionale il riconoscimento della propria figlia o del proprio figlio

Maggio 22, 2025 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Oggi, 22 maggio, è una giornata che segna una svolta nella storia dei diritti civili nel nostro Paese.
Con una sentenza che aspettavamo da troppo tempo, la Corte Costituzionale ha stabilito che è incostituzionale negare alla madre intenzionale – e in futuro anche al padre intenzionale – il riconoscimento della propria figlia o del proprio figlio, se natə in Italia da procreazione medicalmente assistita effettuata all’estero.

Una decisione che non parla solo di leggi, ma di amore, di responsabilità condivisa, di tutela delle più piccole e dei più piccoli.
Una decisione che finalmente mette i diritti delle bambine e dei bambini al centro, garantendo fin dalla nascita un legame giuridico certo e stabile con entrambi i genitori, che siano madri, padri o entrambe le cose.

Questa sentenza storica ribalta l’idea che ci possano essere figlie e figli di serie A e di serie B.
Mai più bambine e bambini orfani per legge. Mai più famiglie negate.

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno lottato in tribunale per affermare un principio semplice ma fondamentale: che ogni bambina e ogni bambino ha il diritto di essere riconosciutə da entrambi i genitori che lo hanno voluto e amato fin dal primo istante.

Oggi celebriamo un passo avanti di civiltà.
E continuiamo a camminare insieme, perché ogni diritto conquistato è una responsabilità da difendere.

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