La Metro D non è un’utopia: è una scelta di democrazia urbana
Parlare oggi della Metro D della metropolitana di Roma non significa inseguire un’idea irrealizzabile, ma raccontare con chiarezza la direzione che questa amministrazione ha scelto per il futuro della città. Una direzione che mette il trasporto pubblico al centro come strumento reale di equità, accessibilità e sostenibilità.
La Linea D è parte integrante della cura del ferro, una strategia che non si è mai fermata e che in questi anni ha già prodotto risultati concreti: nuove stazioni, nuovi treni, più chilometri di rete, più persone che possono muoversi senza dipendere dall’auto privata. È dentro questo disegno che si colloca la quarta linea della metropolitana: un’infrastruttura pensata per allargare l’area della città realmente accessibile, collegare quartieri oggi penalizzati e ridurre le distanze sociali prima ancora che quelle geografiche.
Il tracciato definito collega il quadrante nord-est con il centro storico, Trastevere e l’Eur, attraversando zone densamente abitate e oggi poco servite dal ferro. Ventisette stazioni per oltre trenta chilometri di linea, con interscambi strategici con le linee A, B/B1 e C: una scelta che non risponde a un’astrazione tecnica, ma a un principio politico preciso. Rendere il trasporto pubblico un diritto, non un privilegio.
Quando diciamo che la mobilità è un fatto democratico, intendiamo questo: dare a più persone la possibilità di raggiungere lavoro, studio, servizi e relazioni in tempi certi, in modo sostenibile e sicuro. La Linea D nasce con questo obiettivo e si affianca al completamento della Metro C, ai prolungamenti delle linee esistenti, agli investimenti sulla rete ferroviaria urbana. Non è un progetto isolato, ma un tassello fondamentale di un disegno più ampio.
Sappiamo che realizzare grandi infrastrutture a Roma richiede tempo, serietà e programmazione. Proprio per questo oggi è fondamentale mettere a terra le scelte, aggiornare i progetti, definire i tracciati, costruire le condizioni perché nei prossimi anni i cantieri possano partire. Governare significa assumersi questa responsabilità, anche quando i risultati non sono immediati.
La Linea D non è una promessa astratta né un esercizio di immaginazione. È la conferma di una visione di città che investe sul trasporto pubblico come leva di giustizia sociale e ambientale. Una Roma che sceglie il ferro per essere più connessa, più vivibile e più uguale.
La cura del ferro continua. E con essa continua il lavoro per una mobilità davvero al servizio di tutte e tutti.
Read MoreApprovato il Bilancio di Roma Capitale: investimenti concreti per diritti, servizi e qualità urbana
Sono stati giorni intensi, lunghi, a tratti faticosi. Giorni di lavoro serrato in Aula e nelle Commissioni, dedicati a una manovra di bilancio che non è fatta di numeri astratti, ma di scelte politiche che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone e sul futuro di Roma Capitale.
Abbiamo approvato il bilancio nei tempi previsti, assumendoci una responsabilità importante: garantire stabilità, continuità amministrativa e la possibilità di programmare con serietà il futuro della città. Un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto in un contesto segnato dalla progressiva riduzione delle risorse da parte del Governo, come dimostra il taglio di 50 milioni di euro sulla Metro C. Nonostante questo, abbiamo scelto di dare un’anima alle scelte finanziarie.
Questo bilancio ha una chiara vocazione sociale. Mettere al centro le persone non è uno slogan: significa lavorare per dimezzare le liste di attesa per l’assistenza alle persone più fragili, rafforzare i servizi sociali, investire sul diritto alla casa, ridurre le disuguaglianze e ricucire una città che troppo spesso rischia di lasciare indietro chi è in maggiore difficoltà.
Accanto alla dimensione sociale, il bilancio conferma una forte attenzione agli investimenti infrastrutturali e alla qualità urbana. Parliamo di manutenzione straordinaria delle linee metropolitane, rafforzamento del ciclo dei rifiuti, cura del verde e del decoro urbano: scelte strutturali che guardano in modo concreto al futuro di Roma e dei suoi territori.
Per il Municipio X sono previsti interventi importanti e attesi: 10 milioni di euro tra il 2026 e il 2027 per la riqualificazione del Parco della Madonnetta e 5 milioni di euro nel 2026 per la sistemazione delle aree demaniali di Castel Porziano. Due interventi strategici che parlano di tutela ambientale, spazi pubblici e qualità della vita.
Continuiamo inoltre a investire sulle infrastrutture della mobilità e sull’attenzione alle nuove generazioni, con il rafforzamento delle politiche giovanili nei Municipi. Scelte che disegnano una città più giusta, più moderna e più vivibile.
Il voto favorevole arrivato anche oltre i confini della maggioranza è un segnale politico chiaro: il progetto di governo della città è riconosciuto e condiviso. È un risultato che nasce dal lavoro collettivo, dalla serietà e dalla visione portata avanti in questi anni dal Sindaco Roberto Gualtieri, dalla Giunta, dagli uffici capitolini e da tutte e tutti i consiglieri che hanno lavorato senza sosta in Commissione e in Aula.
Questo bilancio non è un punto di arrivo, ma uno strumento.
Uno strumento per continuare a trasformare Roma, renderla più equa, più solidale e all’altezza delle sfide che abbiamo davanti.
Ora si va avanti, con ancora più responsabilità.
Read MoreAree di sosta dedicate per la sharing mobility: un passo avanti per l’accessibilità a Roma
Le aree di sosta dedicate per bici e monopattini in sharing nel centro di Roma rappresentano una novità importante, perché rispondono a un’esigenza che nel tempo è emersa con sempre maggiore chiarezza. La diffusione della mobilità in sharing ha portato benefici evidenti in termini di sostenibilità e alternative all’auto privata, ma ha anche reso necessario un intervento di regolamentazione, soprattutto sul tema della sosta.
Di questa necessità si è discusso più volte nel corso delle audizioni, nel confronto istituzionale e attraverso un costante lavoro di ascolto delle associazioni e dei territori. Le criticità legate alla sosta incontrollata di bici e monopattini sono state evidenti e ripetute, e non potevano più essere ignorate.
Era chiaro che la mobilità in sharing, per funzionare davvero in modo efficace e ordinato, avesse bisogno di regole più precise. Regolamentare, però, non significa ostacolare l’innovazione, ma al contrario creare le condizioni perché i servizi possano funzionare meglio, integrandosi correttamente nello spazio urbano.
Gli stalli dedicati vanno esattamente in questa direzione: rendono il servizio più efficiente e, allo stesso tempo, liberano i marciapiedi, migliorando la fruibilità degli spazi pubblici.
I primi stalli sono già stati realizzati a Trastevere, in via San Michele e via del Porto, e saranno progressivamente estesi ad altre aree del centro storico, tra cui lungotevere Porto di Ripa Grande, Salita della Lungara e le piazze di Santa Cecilia e San Cosimato. Le postazioni sono chiaramente riconoscibili grazie a segnaletica verticale e orizzontale che ne indica l’utilizzo esclusivo per bici e monopattini in sharing.
Nelle prossime settimane gli interventi interesseranno in modo particolare il quadrante Prati–Trionfale–Borgo Pio, uno dei più delicati della città per la sua vicinanza al Vaticano e per l’elevata presenza di flussi turistici e commerciali. Qui sono previsti due stalli in piazza Cavour, all’angolo con via Crescenzio e via Dionigi, oltre a una nuova area di sosta in via Angelo Emo, all’incrocio con via Vittor Pisani. In un contesto già interessato da pedonalizzazioni e riqualificazioni urbane, l’obiettivo è evitare che i mezzi in sharing occupino impropriamente marciapiedi e spazi pedonali.
Successivamente gli stalli verranno attivati anche nel quartiere Della Vittoria, con nuove postazioni in viale Giuseppe Mazzini, lungo la Circonvallazione Clodia e in via Monte Santo, per poi estendersi alle piazze Beinsizza, Monte Grappa e delle Cinque Giornate.
Entro gennaio è inoltre prevista l’installazione di stalli in via Alessandro Torlonia, accanto all’omonima villa nel II Municipio, completando così un primo quadro di interventi che dal centro storico si estende progressivamente ad altri quadranti della città.

Negli ultimi anni la sosta selvaggia ha avuto un impatto concreto sulla vita quotidiana di molte persone, colpendo in modo particolare chi si trova in una condizione di maggiore fragilità. Persone con disabilità visiva, persone anziane, genitori con passeggini e chi utilizza la sedia a ruote hanno spesso dovuto fare i conti con marciapiedi ostruiti e percorsi resi difficili o pericolosi.
Si tratta di una questione che riguarda direttamente l’accessibilità e il diritto di tutte e tutti a muoversi in sicurezza.
L’introduzione delle aree di sosta dedicate dimostra che governare la mobilità significa tenere insieme sostenibilità, qualità dello spazio urbano e diritti delle persone.
È questa la direzione necessaria per costruire una città più accessibile, più sicura e capace di mettere davvero al centro chi la vive ogni giorno.
Metro C, inaugurate le nuove stazioni Colosseo–Fori Imperiali e Porta Metronia
Oggi Roma inaugura due nuove stazioni della metropolitana, Colosseo–Fori Imperiali e Porta Metronia, un passaggio importante che incide davvero sulla vita quotidiana delle persone e sul modo in cui la città si muove.
Sono stazioni che rendono gli spostamenti più semplici, più veloci e più accessibili, perché collegano meglio il quadrante est con il centro storico e accorciano distanze che per troppo tempo sono state anche sociali e funzionali. Roma diventa così più continua, meno frammentata, più facile da attraversare ogni giorno.
Con queste aperture il trasporto pubblico si connette davvero. A Colosseo–Fori Imperiali la linea C si integra direttamente con la linea B, creando uno snodo fondamentale della rete metropolitana, mentre Porta Metronia, con i suoi cinque livelli sotterranei e una profondità che arriva a circa 30 metri, organizza flussi, accessi e percorsi in modo chiaro e moderno.
Sono stazioni progettate e realizzate con la tecnica del top down archeologico, una scelta che ha permesso di lavorare in sicurezza in uno dei contesti più complessi d’Europa, facendo convivere ingegneria, tutela del patrimonio e qualità dello spazio pubblico.
In una città antica e stratificata come Roma, il futuro passa anche da qui, sotto i nostri piedi, senza cancellare l’identità ma costruendo infrastrutture all’altezza della sua storia.
E non sono solo stazioni. Sono anche luoghi che raccontano la città, dove il viaggio quotidiano incontra l’archeologia: dai reperti visibili lungo i percorsi di Colosseo–Fori Imperiali fino agli spazi museali di Porta Metronia, che valorizzano la Domus del Comandante, un’area archeologica di oltre 1.700 metri quadrati integrata nella stazione.
Il trasporto pubblico su ferro resta la scelta su cui investire con continuità: nuove stazioni della Metro C, nuovi tratti di linea, nuove tranvie. Scelte concrete che migliorano la mobilità e, insieme, la qualità della vita.
Roma si muove, e lo fa guardando avanti.
Ed è sempre più agile.

























Acilia, mobilità e nuove infrastrutture: cosa è emerso dall’assemblea pubblica
Il 5 dicembre al Centro Social per Anziani “San Giorgio”, si è svolta l’assemblea pubblica “Cambiare Acilia”, un appuntamento che ha riunito cittadine, cittadini e rappresentanti istituzionali per discutere del parcheggio di scambio e delle nuove infrastrutture dedicate alla mobilità nel quadrante sud della città. È stato un incontro partecipato, intenso, in cui il confronto diretto ha lasciato spazio a domande, riflessioni e proposte concrete.
La presenza istituzionale era ampia: sono intervenuti il Sindaco Roberto Gualtieri, l’Assessore ai Trasporti Eugenio Patanè, l’Assessore ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini e il Presidente del Municipio X Mario Falconi, insieme alle presidenti e ai presidenti delle Commissioni capitoline. Un parterre che ha permesso di fare il punto su tempi, modalità e priorità dei lavori, affrontando il tema della mobilità da diverse prospettive e con un focus comune: rendere gli spostamenti più sicuri, sostenibili ed efficienti.
Per me, che sono nato e cresciuto nel X Municipio, partecipare a questo incontro ha avuto un significato particolare. Non è solo una questione amministrativa: è casa, è il luogo in cui sono cresciuto e in cui continuo a vivere ogni giorno i bisogni, le criticità e le potenzialità di questo territorio. Ascoltare le persone, confrontarsi su ogni intervento, costruire risposte insieme: è questo il cuore del mio lavoro.
Durante l’assemblea è stato possibile fare un punto concreto sui risultati già raggiunti. La città ha investito per completare la stazione Acilia Sud-Dragona e il ponte ciclopedonale, per avanzare sul progetto del Ponte della Scafa, per ripristinare il bus 060 da Acilia a Fiumicino e riorganizzare la viabilità di Via del Mare, Via Ostiense, il rondò di Ostia Antica e il ponte sul Tevere. Si è parlato anche del Sentiero Pasolini, un esempio di come mobilità dolce e valorizzazione del territorio possano camminare insieme, e della proposta di una BRT sulla Cristoforo Colombo, pensata per rendere più rapidi e prevedibili gli spostamenti.
Al centro del confronto c’erano però soprattutto le opere in programma: il futuro parcheggio di scambio con 218 posti auto e 61 stalli per bici e moto, la riqualificazione delle aree verdi adiacenti e il progetto del sovrappasso pedonale accessibile tra Acilia Sud e Dragona. Interventi che rappresentano un tassello importante per migliorare l’intermodalità, ridurre la pressione del traffico privato e offrire alternative più comode e sicure per chi si muove ogni giorno in questo quadrante.
L’assemblea del 5 dicembre ha mostrato qualcosa che spesso dimentichiamo: quando istituzioni e cittadini si ascoltano davvero, quando c’è trasparenza sugli obiettivi e chiarezza sui passaggi, la città cresce meglio. Il futuro di Acilia non si scrive da soli: si costruisce insieme, passo dopo passo, con la forza della sua comunità.
Read MoreUna città in movimento: il racconto di MobilitiAmo Roma 2025
MobilitiAmo Roma 2025 è stato, ancora una volta, un momento potentissimo. Un racconto corale, sincero, concreto: il racconto di una città che ogni giorno si muove, cambia, cresce.
Lunedì 1 dicembre, nella sala dedicata a David Sassoli, una persona speciale per me, che ha incarnato una visione alta della democrazia e del servizio pubblico, ci siamo ritrovati davanti al cantiere più importante d’Italia: la futura Stazione Venezia della Metro C. Un simbolo nitido di ciò che vogliamo essere: una Roma che costruisce, che si prepara, che guarda al domani con coraggio e determinazione.
Siamo consapevoli che l’oggi non è perfetto, che i disagi e i rallentamenti non sempre rendono semplice la vita quotidiana. Lo sappiamo e lo riconosciamo con sincerità. Ma sappiamo anche che questo “fastidio” da città cantierizzata è il segno di un tempo nuovo: stiamo recuperando anni in cui Roma era rimasta ferma, e quei cantieri che oggi chiedono pazienza sono la condizione indispensabile per una città che domani sarà più veloce, più connessa, più sicura, più vivibile. È nella fatica del presente che si costruisce il futuro.
Da lì abbiamo ripercorso un anno intenso di lavoro fatto di sopralluoghi, commissioni, incontri, video call, inaugurazioni. Oltre 300 riunioni per ascoltare, indirizzare, controllare, proporre, costruire. Perché MobilitiAmo Roma è questo: il racconto vivo di un lavoro quotidiano, fatto insieme a tantissime persone che ogni giorno contribuiscono alla mobilità della nostra città.
Abbiamo dato voce ai quattro tavoli tematici: Roma sicura, Roma si muove, Roma sostenibile, Roma accessibile, e a tutte le persone che, con passione e competenza, hanno portato idee, bisogni e visioni che arrivano dai territori e dalla vita reale delle cittadine e dei cittadini.
E poi le istituzioni, le aziende del trasporto pubblico, la Consulta per la Sicurezza Stradale, le colleghe e i colleghi dell’Assemblea Capitolina, il Sindaco Roberto Gualtieri, l’Assessore Eugenio Patanè, Roma Servizi per la Mobilità, ATAC, Roma Metropolitane.
Tantissime voci, un’unica direzione: garantire davvero a tutte e a tutti il diritto alla mobilità, potenziare il trasporto pubblico, portarlo dove oggi arriva meno, difendere e allargare le agevolazioni come l’abbonamento Under 19 e lavorare per estenderlo anche alle studentesse e agli studenti universitari Under 26.
È stato un momento vero, partecipato, pieno di energia e responsabilità. Un confronto aperto che ci conferma che siamo sulla strada giusta. Grazie di cuore a chi è venuto, a chi ha parlato, a chi ha ascoltato. Grazie a chi, ogni giorno, mette testa, tempo e determinazione in questo percorso. Grazie a chi crede in una Roma che può e deve muoversi meglio. Andiamo avanti così. Insieme. Per una Roma che non si ferma.
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