Giovanni Zannola
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Roma è una città piena di energie e di realtà che, se messe in condizione di lavorare al meglio, potrebbero cambiarne il volto dopo anni di declino. Sono associazioni, persone, […]

Manifesto per una capitale ecologica e solidale

Settembre 21, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Roma è una città piena di energie e di realtà che, se messe in condizione di lavorare al meglio, potrebbero cambiarne il volto dopo anni di declino. Sono associazioni, persone, piccole aziende che fanno della solidarietà e dell’ecologia la loro missione. Ieri ne ho incontrate alcune, che rappresentano il mondo dell’ambientalismo, dell’agricoltura, del commercio locale, della solidarietà sociale e dell’economia alternativa. E’ stato un momento di ascolto importante, che rafforza la mia volontà di continuare l’impegno che ho assunto nella scorsa legislatura per dare voce e risposte alla parte migliore di questa città.
Incontrare Terra, Zolle, il Mercato Trieste, Refoodgees, la Cantina Ress e la Cooperativa Agricola Coraggio mi ha fatto pensare di nuovo a quanto sono importanti e sottovalutati i temi dell’agricoltura e delle politiche pubbliche del cibo nella nostra capitale, e a quanto è urgente ricostruire il legame virtuoso con i mercati rionali, le mense scolastiche, i luoghi delle disuguaglianze, le persone che non hanno accesso a un cibo di qualità. E’ grazie a realtà come loro che anche io sono riuscito a cogliere nel profondo l’urgenza di lavorare a una politica del cibo che tenga insieme tutti questi aspetti, invece di pensarli come satelliti lontani.
Abbiamo ancora molto da fare, perché a questa città è mancato tutto: dalle azioni più concrete e immediate alla visione complessiva di lungo periodo. Eppure abbiamo importanti esempi a livello europeo e internazionale, a cominciare da Barcellona, che con il suo lavoro sulle economie trasformative sta dando ascolto e spazio alle realtà più virtuose e capaci di offrire idee e progetti per migliorare la vita dei cittadini, ridurre le diseguaglianze e scoraggiare le speculazioni.
Ha ragione quindi Roberto Gualtieri quando dice che è al modello Barcellona che dobbiamo guardare, perchè oggi serve liberare queste energie positive, che possono avere un effetto dirompente sulla nostra vita quotidiana, rafforzare circuiti economici virtuosi e garantire diritti a chi oggi vive in condizioni di marginalità.
Le rivendicazioni e le proposte che ho sentito ieri sono un manifesto politico per una città diversa, attiva, ecologica e solidale. Continuerò a lavorare per vederle finalmente realizzate.

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“Associazione mafiosa”. È questo il verdetto emesso oggi dai giudici del processo contro il Clan dei Casamonica. La sentenza, letta nell’aula bunker di Rebibbia, è rivolta a 44 imputati, tra […]

Maxiprocesso ai Casamonica: è associazione mafiosa

Settembre 20, 2021 0 Comments by Giovanni in News

“Associazione mafiosa”. È questo il verdetto emesso oggi dai giudici del processo contro il Clan dei Casamonica. La sentenza, letta nell’aula bunker di Rebibbia, è rivolta a 44 imputati, tra i quali spiccano i nomi dei vertici della famiglia mafiosa. Un iter giudiziario lungo 18 mesi ed estremamente complesso, tra vittime reticenti per paura, pentiti che hanno subito minacce e la difficoltà, per gli inquirenti, di farsi strada in un reticolato di relazioni criminali che si è allargato fino a lambire volti noti e posizioni di potere. Per giungere a meta, ci sono volute costanza, tenacia e determinazione, sia da parte delle forze dell’ordine e della magistratura che delle poche ma decisive persone che hanno scelto di parlare e scoperchiare una cupola violenta e oppressiva. Associazione mafiosa. Finalmente una definizione giuridica restituisce dignità alle centinaia di donne e uomini che, ogni giorno, a Roma, sono vittime delle mafie. Quello dei Casamonica è un potere criminale che ha potuto agire praticamente indisturbato per decenni, favorito da un clima generale di incomprensione e sottovalutazione. Quelli che erano dei veri e propri boss mafiosi, infatti, venivano considerati alla stregua della piccola criminalità di strada, violenti ma senza strategia, quindi poco interessanti da un punto di vista investigativo. Purtroppo, anche grazie a questo atteggiamento, i Casamonica hanno potuto costruire il loro impero. Quella di oggi, quindi, è una sentenza fondamentale, da accogliere con soddisfazione, sottolineandone l’importanza politica, per le sue ricadute sulla vita della collettività. Perché chiamare le cose con il loro nome significa già dare loro una forma concreta, che può essere combattuta. Perché realtà come quella dei Casamonica si nutrono della nebbia, delle mezze verità, dell’omertà.

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Nelle case popolari site in via Palmiro Togliatti 108, quartiere Lamaro, – conosciute ai più per aver ospitato l’infanzia di Eros Ramazzotti – si respira aria di comunità: le persone […]

5 piani senza ascensore

Settembre 19, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Nelle case popolari site in via Palmiro Togliatti 108, quartiere Lamaro, – conosciute ai più per aver ospitato l’infanzia di Eros Ramazzotti – si respira aria di comunità: le persone sorridono e si salutano scambiandosi battute veraci, sotto agli edifici vi è un parchetto ben tenuto, con delle panchine colorate e gli alberi potati. Le buche vengono prontamente ricementate e spesso si fanno delle grandi feste. Peccato che a rendere possibile tutto questo non sono le istituzioni, ma alcuni abitanti che si sono fatti carico della manutenzione ordinaria e straordinaria, in uno dei tanti condomini dimenticati dalla pubblica amministrazione nei quartieri popolari di Roma. Gli edifici del comprensorio, nati senza ascensore, così sono restati negli anni. Le persone anziane che abitano ai piani superiori sono letteralmente intrappolate in casa: ‘ogni tanto mia nonna dava cinque euro ai fruttivendoli e si faceva portare la spesa su casa; è morta aspettando che facessero l’ascensore’, ci dice Melissa. Sì, perché l’ascensore l’hanno promesso, hanno fatto i sopralluoghi e chiesto di presentare un progetto. Il progetto i cittadini se lo sono fatto da soli, ma degli ascensori ancora nessuna notizia. Per la signora Pina, invece, la voglia di far sentire la propria voce è più forte della fatica dei cinque piani che la separano da casa sua:‘ Io ho sempre votato a sinistra, ma qui siamo quasi sempre stati abbandonati da tutti’. Melissa Marzoni ci porta poi nel comprensorio accanto, dove c’è la sua casa e dove le infiltrazioni di umidità stanno creando un vuoto sotto agli edifici e i lampioni sono rotti da sempre, a causa di manutenzioni inefficienti. Già sul luogo, io, Valeria Baglio e Francesco Laddaga , abbiamo aperto un giro di telefonate per capire come intervenire in maniera tempestiva e pratica sulle case popolari del Lamaro. Grazie a Melissa Marzoni che ci ha reso possibile conoscere questa realtà e grazie alle case popolari del Lamaro che ci ha comunicato ospitalità, chiarezza d’intenti e voglia di comunità.

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Se deve scegliere un’etichetta da appiccicarsi addosso, Sonny Olumati preferisce quella di creativo. “Artista no, non ho quella pretesa”. La sua forma di espressione prediletta è la danza, che pratica […]

Sonny, il ragazzo leone e i diritti delle seconde generazioni

Settembre 18, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Se deve scegliere un’etichetta da appiccicarsi addosso, Sonny Olumati preferisce quella di creativo. “Artista no, non ho quella pretesa”. La sua forma di espressione prediletta è la danza, che pratica e insegna ormai da molti anni, prima nella sua Ostia, dove è cresciuto, poi in contesti sempre più importanti, come l’Accademia di Danza di Roma o il Centro Sperimentale di Cinematografia. Da qualche anno, però, ha scelto di cimentarsi anche nella scrittura, dando alle stampe il suo primo libro, intitolato “Il ragazzo leone”. Dentro ci ha messo molto di sé, del proprio vissuto e della propria visione del mondo. Primo, il protagonista della storia, è un bambino italiano dalla pelle nera, proprio come lui. Il suo fedele pupazzo, invece, si chiama Malcom, come Malcom X, che, spiega il ballerino, “è la coscienza che ho dentro la testa, la figura di cui più mi interesso”. Pagina dopo pagina, Primo e Malcom si ritrovano immersi nello spazio, simbolo di un luogo dove le diversità sono talmente tante da finire per essere irrilevanti. “Nello spazio”, sottolinea Sonny, “sono altre le caratteristiche che determinano chi sei, conta quello che sai fare”.

L’esperienza della diversità, Sonny la vive sulla propria pelle, da sempre. È nato a Roma ma non ha (ancora) la cittadinanza italiana, perché i suoi genitori sono nigeriani. Ha un evidente cadenza romana ma la pelle nera e i capelli crespi. ‘Contraddizioni’ che non sono facili da portare addosso, soprattutto quando si è piccoli. “Sarebbe stupido se dicessi che non ci ho sofferto, soprattutto da ragazzino; perché i bambini non hanno schemi, sono istintivi, dicono quello che credono di pensare e sono il riflesso dei genitori, che gli insegnano paure e stereotipi”. Quel disagio, vissuto anni fa in prima persona, lo incontra ancora oggi negli occhi dei suoi allievi, che magari, come lui, appartengono alle cosiddette seconde generazioni. Segno che la strada da fare è ancora molta. “La civiltà è uno sforzo, è una scelta che deve fare l’individuo, non è scontata ma necessaria”. Un discorso valido, secondo Sonny, anche per il mondo dell’arte, soprattutto in Italia. “Il mondo artistico istituzionalizzato è allineato al pensiero comune, quindi non è creativo, non è multiculturale, non è fluido”.

Eppure, nell’arte, quella vera, Sonny continua a crederci con forza. “La creatività è uno stimolo che nasce dal non accettare le regole che gli esseri umani hanno imposto al mondo, significa sognare una società diversa perché quella che c’è non è abbastanza; l’arte è rivoluzionaria, mai reazionaria”. Ed è così che, nel suo percorso, vissuto personale e tensione artistica hanno trovato sbocco nell’impegno civile e sociale. “Io vengo da Ostia Nuova, da piazza Gasparri, un quartiere un po’ particolare ed è lì che ho capito che l’arte può avere un suo utilizzo”. L’espressione artistica come strumento per incidere sulla realtà, quindi, per costruire alternative. “Ad esempio, i ragazzetti che fanno break dance, usano la strada per fare qualcosa di diverso e il risultato è che dove ci sono i breaker non c’è lo spaccio, perché ci gira un botto di gente”.

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[Il racconto di Sonny fa parte del progetto “Al passo con Roma – Storie di persone che fanno la città”, con cui ho deciso di dare spazio a esperienze e realtà significative. Io e Sonny ci siamo conosciuti durante gli anni del liceo, al collettivo studentesco, e insieme abbiamo organizzato serate e corsi di hip hop a scuola. Poi, nel tempo, ci siamo sempre confrontati su temi politici e ci siamo rincontrati sulla battaglia delle seconde generazioni.]

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Con Enzo Ciconte ci conosciamo da tanti anni.È un amico carissimo, un compagno generosissimo che non perde mai occasione e voglia di trasmettere la passione di occuparsi della cosa pubblica […]

Un amico prezioso

Settembre 17, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Con Enzo Ciconte ci conosciamo da tanti anni.
È un amico carissimo, un compagno generosissimo che non perde mai occasione e voglia di trasmettere la passione di occuparsi della cosa pubblica a chiunque abbia voglia di discuterne ed è tra i massimi studiosi ed esperti di lotta alle mafie in Italia.

Se nel tempo ho saputo comprendere l’universo sotterraneo delle mafie, se ho sentito sempre di avere gli anticorpi giusti per riconoscerle e combatterle nel mio territorio, lo devo molto anche lui e ai suoi preziosi libri. È leggendo, o meglio, studiando i suoi scritti che la mia conoscenza di questi fenomeni si è fatta più matura, consapevole, precisa.
La lungimiranza e la sua onesta passione politica ne fanno un esempio necessario per chi ama la propria terra e sente di voler lavorare ogni giorno per migliorarla, farla crescere e liberarla.

Ci siamo rivisti qualche giorno fa, nella casa che in cui vive con la mitica e altrettanto impegnata compagna Adriana Bortoluz e che rappresenta il suo regno su misura: colma di libri, conoscenza e letteratura, proprio come chi la abita.
Sapere di avere il supporto di Enzo, come di Adriana, in questa campagna elettorale mi riempie davvero di tanto orgoglio.

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Si dice molto della falsità dei politici in campagna elettorale, delle loro promesse vuote e degli impegni non rispettati. Per questo ho deciso, per una volta, di guardare al passato […]

La politica è impegno quotidiano

Settembre 16, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Si dice molto della falsità dei politici in campagna elettorale, delle loro promesse vuote e degli impegni non rispettati.

Per questo ho deciso, per una volta, di guardare al passato invece che al futuro e di mostrare quanto le mie parole siano lo specchio di un impegno reale, concreto, quotidiano: dai banchi di scuola del liceo all’esperienza della Assemblea Capitolina, passando per la militanza dell’età adulta.

Tra ottobre 2018 e luglio 2021 ho realizzato l’88% di presenze tra commissioni e consigli comunali, durante le quali ho presentato 78 interrogazioni e 48 accessi agli atti.

59 sono state le mozioni, di cui di cui molte relative alla tutela delle persone senza fissa dimora, oppure volte a migliorare la situazione della mobilità cittadina, o ancora a difesa dei diritti dei professionisti del terzo settore e delle persone con disabilità.

Una delle mozioni che mi è più cara, perché carica del valore importante e condiviso dell’antifascismo, è quella per lo sgombero dello stabile sito in Via Napoleone, illegalmente occupato dall’associazione CasaPound Italia.

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