Mobilità e territorio: sopralluogo in via Maroi in vista del nuovo PalaCorviale
Ieri mattina abbiamo effettuato un sopralluogo in via Maroi insieme a cittadine e cittadini, al Municipio XI, a Roma Servizi per la Mobilità, al Dipartimento Mobilità, alla Polizia Locale e alla Direzione Tecnica.
Un’occasione importante per confrontarci direttamente sul territorio, con al centro un tema prioritario: la mobilità in vista dell’apertura del nuovo Palazzetto dello Sport – il PalaCorviale.
Un’opera significativa, che porterà sport, eventi e opportunità, ma anche un inevitabile aumento del traffico e nuove esigenze per chi vive ogni giorno il quartiere. È quindi fondamentale agire per tempo, ascoltare il territorio e progettare soluzioni condivise.
Via Maroi presenta criticità evidenti: marciapiedi poco accessibili, attraversamenti pedonali difficili anche a causa della presenza delle alberature. Servono interventi mirati e risolutivi, come un attraversamento pedonale rialzato, luminoso e/o a chiamata, per migliorare la sicurezza e l’accessibilità della strada.
Un altro nodo centrale emerso durante il sopralluogo è l’incrocio con via Portuense, punto sensibile per tutta la viabilità del quadrante. Roma Servizi per la Mobilità ha presentato una proposta progettuale per aumentare la sicurezza dell’intersezione, condivisa e discussa sul posto.
Stiamo inoltre lavorando alla definizione del nuovo capolinea bus. Due le aree attualmente in valutazione, e presto sarà presa una decisione per garantire un collegamento efficiente e funzionale al nuovo impianto sportivo.
È stato un sopralluogo concreto e partecipato, per mettere al centro le persone e preparare il territorio a un cambiamento che deve portare benefici, non problemi.
Avanti, con concretezza e partecipazione.
Read MoreOstiamare Under 19 Campione d’Italia: un orgoglio per Ostia
Complimenti all’AS Ostiamare per la storica vittoria del campionato nazionale Under 19!
Per la prima volta nella sua storia, la squadra giovanile conquista il titolo di Campione d’Italia, scrivendo una pagina memorabile per tutto il territorio.
Da cittadino di Ostia – ma anche da ex tesserato, avendo calcato più volte quei campi – non posso che essere orgoglioso.
È una storia che per me è anche personale: mio padre fu tra quelli che occuparono quel campo quando erano solo sterpaglie, fondando il Lido Calcio, che poi sarebbe diventato proprio l’Ostiamare.
Nell’ultimo anno, con la presidenza De Rossi, si è visto un vero cambio di passo: un progetto serio, con investimenti concreti e una grande attenzione alla legalità e alla gestione degli impianti.
Un modello positivo per lo sport del nostro territorio, che valorizza i giovani e crea comunità.
Avanti così!
Read MoreRoma Pride 2025: una festa, ma soprattutto una lotta collettiva
Sabato ho partecipato, come ogni anno, al Roma Pride.
La prima volta che ci sono stato era il 1998. Avevo 15 anni e in quella piazza ho cominciato a capire il senso profondo di tante battaglie: rivendicare dignità, libertà, visibilità.
Fortunatamente, da allora molte cose sono cambiate. Ma non abbastanza.
Servono diritti concreti, politiche pubbliche, educazione alle emozioni e alle differenze.
Il Pride non è (solo) una festa: è una forma di resistenza. È memoria, politica, lotta collettiva contro ogni forma di discriminazione, patriarcato, violenza di genere e omolesbobitransfobia.
Mentre in Italia si fatica a fare passi avanti, in alcuni Paesi europei – penso all’Ungheria di Orbán – il Pride viene ostacolato o addirittura vietato. È un campanello d’allarme che riguarda tuttə: i diritti si conquistano con fatica, ma si perdono in fretta se non li difendiamo insieme, ogni giorno.
Come militante e come amministratore democraticə, continuo a credere che la giustizia sociale passi anche da qui: dalla capacità di ascoltare, rappresentare e sostenere ogni corpo, ogni identità, ogni voce marginalizzata.
Finché una sola persona sarà costretta a nascondersi, nessunə sarà davvero liberə.
Read MoreMobilità a Talenti: raccolta la richiesta di cittadine e cittadini per migliorare i collegamenti del quartiere
Circa due mesi fa, cittadine, cittadini e il comitato di quartiere Talenti hanno portato all’attenzione una richiesta chiara: spostare il capolinea bus di Largo Pugliese – dove oggi arrivano le linee 60, 69, 337, 344 e 435 – in via Rossellini, attuale capolinea della 63.
Una proposta supportata da una raccolta firme, che racconta un’esigenza concreta: questo pezzo di città, molto popolato e vicino a via Nomentana, ha bisogno di un trasporto pubblico più efficace e più vicino a chi ogni giorno va a scuola, lavora, si sposta.
Parliamo di una zona dove ci sono due licei frequentatissimi, il Nomentano e il Matteucci, un impianto sportivo importante come il Pala Volleyrò Casal de’ Pazzi, e tante famiglie che chiedono un servizio migliore.
Da allora non ci siamo fermati: con gli uffici abbiamo avviato le verifiche tecniche per capire come rendere possibile questo spostamento. E oggi ci siamo confrontati in video call per fare il punto della situazione.
Non è solo una questione di bus o fermate. È un modo di lavorare, ascoltando il territorio e cercando risposte concrete.
Continuiamo così.
Read MoreCasa Clandestina: un’esperienza da difendere, un futuro da ricostruire
Ho chiesto al Presidente del X Municipio, Mario Falconi, di incontrare le lavoratrici e i lavoratori della Casa Clandestina, una realtà preziosa del nostro territorio che da oltre un mese è costretta alla chiusura. Il sequestro preventivo che l’ha colpita – ad oggi senza una data di fine – ha lasciato circa venti persone senza lavoro e ha interrotto un’esperienza che per Ostia ha significato moltissimo.
La Casa Clandestina non è solo un locale: è un presidio sociale, culturale, umano. Uno spazio vivo, dove si studia, si lavora, si condividono idee e passioni. Un punto di riferimento per i giovani e non solo, che negli anni ha ospitato centinaia di artistə, musicistə, scrittorə, poetə. Una comunità che ha saputo creare bellezza, inclusione e opportunità.
È un’impresa coraggiosa, nata per rispondere alla domanda di socialità e aggregazione che arriva da generazioni diverse – dai bambini e le bambine agli over 90. Un’esperienza costruita con intelligenza, impegno e visione.
Credo che le istituzioni abbiano il dovere di ascoltare. E se possiamo fare qualcosa – come Roma Capitale e Municipio X – per sostenere questa causa, lo faremo. Sempre nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura, ma anche con la responsabilità di chi riconosce il valore insostituibile di luoghi come questo.
La Casa Clandestina ha dato tanto al nostro territorio. Ora tocca a noi non lasciarla sola.
Read MoreQualche appunto sul referendum
Sono figlio di un lavoratore e di una casalinga. Con un solo stipendio, i miei genitori hanno cresciuto me e mio fratello affrontando sacrifici che, oggi da adulto, comprendo molto meglio. Hanno comprato una casa a Ostia e poi, vendendola, ne hanno costruita un’altra a Isola Sacra, pensando al nostro futuro. Niente eccessi, ma amore, umanità, valori e buon cibo non sono mai mancati.
Una vita fatta anche di rinunce, ma vissuta con la certezza di poter contare su uno stipendio stabile, su un tetto – grande o piccolo che fosse – e su quella capacità tutta italiana di fare in casa meglio che al negozio. Crescere in quel contesto ci ha fatto sentire fortunati, non vulnerabili.
La mia generazione, invece, è cresciuta in un contesto diverso. Siamo entrati nel mondo del lavoro nell’epoca della “flessibilità”, imparando presto a convivere con la precarietà. Siamo quelli dei Co.Co.Co, dei contratti a progetto, dei tirocini non retribuiti. Io stesso ho iniziato così. Siamo il frutto di un pensiero dominante che per trent’anni ha attraversato tutto l’arco politico, compreso il nostro. L’idea che per competere fosse necessario ridurre tutele, aumentare la flessibilità e marcare la distanza tra datori e lavoratori. Ma oggi possiamo davvero dire che quegli obiettivi siano stati raggiunti?
Per questo il referendum sul lavoro ha avuto per me un significato personale e profondo. Ringrazio la CGIL per averlo promosso. Il lavoro non è solo reddito: è dignità, cittadinanza, possibilità, speranza. È futuro. E se non siamo noi a porci queste domande, chi lo farà?
Siamo noi. Quelli che hanno vissuto la fatica di essere “sognati”. E che non vogliono restare prigionieri dei destini individuali. I 15 milioni che hanno partecipato lo dimostrano: siamo tanti, tantissimi.
E se davvero, come dice Renzi, il “centro” è necessario per vincere, allora quel centro deve ripensare il modello. Altrimenti, il cambiamento resterà uno slogan. (La Spagna non è lontana)
Non mi interessa parlare di vincitori e vinti. Senza quorum, la sconfitta è evidente. Ma votare è e resta un atto di libertà. Lo era a 18 anni, lo è ogni volta che pretendiamo un futuro migliore.
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