PE–PPE! Il bus della cultura: bellezza, accessibilità e sostenibilità in viaggio
È partito il 2 luglio dal XV Municipio, con la prima corsa delle 9.30 da piazza Saxa Rubra verso il Museo della Forma Urbis, nel parco del Celio. E questo è solo l’inizio.
PE–PPE!, il bus della cultura gratuito e aperto a tutte e tutti, accompagnerà cittadine e cittadini di ogni Municipio nei luoghi della cultura della nostra città: musei, parchi storici, cinema all’aperto, spettacoli dal vivo e molto altro.
Dal 2 luglio al 12 ottobre ogni Municipio sarà collegato gratuitamente ai poli culturali di Roma, in un vero e proprio viaggio urbano che mette insieme accessibilità, bellezza e sostenibilità.
Un progetto fortemente voluto e presentato in Campidoglio insieme al Sindaco Roberto Gualtieri e agli Assessorati alla Cultura e alla Mobilità, e di cui sono particolarmente orgoglioso come Presidente della Commissione Mobilità.
Un progetto concreto e inclusivo
- 75 itinerari totali, 5 per ciascuno dei 15 Municipi
- Ogni percorso sarà coperto da un pullman brandizzato da 45 posti, pronto ad accogliere persone di ogni età, provenienza, condizione
- L’iniziativa è totalmente gratuita, pensata per portare la cultura anche a chi finora ne è rimasto escluso
PE–PPE! non è solo un autobus. È un’idea di città, un progetto che parla di accesso, partecipazione, democrazia culturale.
È il diritto di scegliere di vivere Roma, e farlo senza barriere.
Cultura e mobilità sostenibile
Grazie a PE–PPE! stimiamo di togliere dalla strada circa 1.700 auto.
Un risultato che parla anche di sostenibilità e qualità della vita. Perché muoversi bene significa vivere meglio.
Il 4 luglio tocca al XIV Municipio. E il 19 luglio si parte dal II Municipio, direzione Ostia, per il Festival delle Letterature.
Una Roma giusta passa anche da qui.
Attraverso progetti come PE–PPE!, costruiti con cura, visione e partecipazione, possiamo davvero unire i territori e portare la bellezza ovunque.
Tutte e tutti a bordo. Ci vediamo sul bus.
Premio sportivo “Figura dell’arbitro” in Campidoglio
Sono arbitro da oltre vent’anni.
Una scelta che ti segna, che ti educa, che ti cambia.
È una palestra di carattere, una scuola di vita, una vera e propria vocazione.
Per questo ieri, 24 giugno, in Campidoglio è stato un giorno speciale.
Per la prima volta, abbiamo voluto celebrare la figura dell’arbitro nel cuore istituzionale della nostra città.
Lo abbiamo fatto con forza, convinzione e cuore, alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, del Presidente dell’AIA Antonio Zappi, delle istituzioni, delle autorità sportive e di tanti colleghi e amici.
Un momento sentito, condiviso, necessario.
Perché l’arbitro è colui che, mentre tutti guardano il pallone, pensa alle regole.
È chi sceglie la discrezione invece del protagonismo.
È chi garantisce giustizia ed equilibrio, anche quando sarebbe più comodo voltarsi dall’altra parte.
E proprio per questo, troppo spesso, diventa il bersaglio dell’ignoranza e della violenza.
Lo abbiamo visto anche di recente. E non possiamo accettarlo.
Il premio “Figura dell’arbitro” nasce da qui: dalla volontà di restituire dignità a una figura centrale nello sport, ma troppo spesso dimenticata.
Un riconoscimento che parte dal calcio, dal futsal, dal beach soccer, e che dal prossimo anno vogliamo estendere a tutte le discipline sportive.
E non sarà un episodio isolato.
Abbiamo votato per rendere questa celebrazione un appuntamento fisso, perché una città che onora chi serve è una città che cresce.
In coscienza, in umanità, in futuro.
Per me non è stato un evento come gli altri.
È stato un momento personale, profondo.
Un grazie sincero a chi, ogni settimana, indossa quella divisa con sacrificio, coraggio, passione.
Perché senza arbitri non c’è sport.
E senza regole, non c’è civiltà.
Viva gli arbitri. Viva lo sport. Viva Roma.
Read MoreIsraele attacca l’Iran. Europa e USA applaudono
Nella notte tra il 12 e il 13 giugno, Israele ha lanciato un attacco contro l’Iran, dando inizio a un nuovo, gravissimo conflitto in Medio Oriente. E ancora una volta, l’Italia – anziché svolgere un ruolo di mediazione – si limita ad assecondare.
La politica estera del nostro Paese si muove tra passività e infantilismo. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani continua a ripetere slogan come “basta guerra, basta escalation”, frasi vuote che servono più a tranquillizzare la coscienza che a prendere una posizione vera.
Nel frattempo, l’Europa si allinea senza esitazione alla posizione israeliana, senza farsi domande, senza esprimere una voce autonoma. Da decenni si parla della cosiddetta “minaccia nucleare iraniana”, eppure l’Iran non possiede armi nucleari, ma solo un programma sotto monitoraggio internazionale. Israele, invece, detiene da tempo un arsenale nucleare non dichiarato e mai sottoposto a controlli.
Il nostro governo tace, ma intanto si muove sulla linea degli Stati Uniti di Trump, un “pacifista” a parole che continua ad alimentare i conflitti per interessi strategici. E l’Italia, più che alleata, sembra spettatrice accondiscendente.
Inaccettabili le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha dichiarato: “Israele sta facendo il lavoro sporco per noi.” Un’affermazione che suona come un’ammissione: bombardare l’Iran, per conto dell’Europa.
Ora, ci viene ripetuto che Israele avrebbe il “diritto alla difesa”. Ma in questo caso, è stato Israele a colpire per primo.
Serve una voce diversa. Serve una politica estera autonoma, chiara, coraggiosa.
Non servono complicità. Non servono silenzi. Non servono slogan.
Mobilità e territorio: sopralluogo in via Maroi in vista del nuovo PalaCorviale
Ieri mattina abbiamo effettuato un sopralluogo in via Maroi insieme a cittadine e cittadini, al Municipio XI, a Roma Servizi per la Mobilità, al Dipartimento Mobilità, alla Polizia Locale e alla Direzione Tecnica.
Un’occasione importante per confrontarci direttamente sul territorio, con al centro un tema prioritario: la mobilità in vista dell’apertura del nuovo Palazzetto dello Sport – il PalaCorviale.
Un’opera significativa, che porterà sport, eventi e opportunità, ma anche un inevitabile aumento del traffico e nuove esigenze per chi vive ogni giorno il quartiere. È quindi fondamentale agire per tempo, ascoltare il territorio e progettare soluzioni condivise.
Via Maroi presenta criticità evidenti: marciapiedi poco accessibili, attraversamenti pedonali difficili anche a causa della presenza delle alberature. Servono interventi mirati e risolutivi, come un attraversamento pedonale rialzato, luminoso e/o a chiamata, per migliorare la sicurezza e l’accessibilità della strada.
Un altro nodo centrale emerso durante il sopralluogo è l’incrocio con via Portuense, punto sensibile per tutta la viabilità del quadrante. Roma Servizi per la Mobilità ha presentato una proposta progettuale per aumentare la sicurezza dell’intersezione, condivisa e discussa sul posto.
Stiamo inoltre lavorando alla definizione del nuovo capolinea bus. Due le aree attualmente in valutazione, e presto sarà presa una decisione per garantire un collegamento efficiente e funzionale al nuovo impianto sportivo.
È stato un sopralluogo concreto e partecipato, per mettere al centro le persone e preparare il territorio a un cambiamento che deve portare benefici, non problemi.
Avanti, con concretezza e partecipazione.
Read MoreOstiamare Under 19 Campione d’Italia: un orgoglio per Ostia
Complimenti all’AS Ostiamare per la storica vittoria del campionato nazionale Under 19!
Per la prima volta nella sua storia, la squadra giovanile conquista il titolo di Campione d’Italia, scrivendo una pagina memorabile per tutto il territorio.
Da cittadino di Ostia – ma anche da ex tesserato, avendo calcato più volte quei campi – non posso che essere orgoglioso.
È una storia che per me è anche personale: mio padre fu tra quelli che occuparono quel campo quando erano solo sterpaglie, fondando il Lido Calcio, che poi sarebbe diventato proprio l’Ostiamare.
Nell’ultimo anno, con la presidenza De Rossi, si è visto un vero cambio di passo: un progetto serio, con investimenti concreti e una grande attenzione alla legalità e alla gestione degli impianti.
Un modello positivo per lo sport del nostro territorio, che valorizza i giovani e crea comunità.
Avanti così!
Read MoreRoma Pride 2025: una festa, ma soprattutto una lotta collettiva
Sabato ho partecipato, come ogni anno, al Roma Pride.
La prima volta che ci sono stato era il 1998. Avevo 15 anni e in quella piazza ho cominciato a capire il senso profondo di tante battaglie: rivendicare dignità, libertà, visibilità.
Fortunatamente, da allora molte cose sono cambiate. Ma non abbastanza.
Servono diritti concreti, politiche pubbliche, educazione alle emozioni e alle differenze.
Il Pride non è (solo) una festa: è una forma di resistenza. È memoria, politica, lotta collettiva contro ogni forma di discriminazione, patriarcato, violenza di genere e omolesbobitransfobia.
Mentre in Italia si fatica a fare passi avanti, in alcuni Paesi europei – penso all’Ungheria di Orbán – il Pride viene ostacolato o addirittura vietato. È un campanello d’allarme che riguarda tuttə: i diritti si conquistano con fatica, ma si perdono in fretta se non li difendiamo insieme, ogni giorno.
Come militante e come amministratore democraticə, continuo a credere che la giustizia sociale passi anche da qui: dalla capacità di ascoltare, rappresentare e sostenere ogni corpo, ogni identità, ogni voce marginalizzata.
Finché una sola persona sarà costretta a nascondersi, nessunə sarà davvero liberə.
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