Giovanni Zannola
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“Quando sono andato via, gli spogliatoi erano piccoli, ora sembrano quelli della Serie A; si vede che il Presidente e la società ci tengono alla squadra, ci trattano come professionisti”. […]

Calcio e antimafia a Montespaccato

Settembre 15, 2021 0 Comments by Giovanni in News

“Quando sono andato via, gli spogliatoi erano piccoli, ora sembrano quelli della Serie A; si vede che il Presidente e la società ci tengono alla squadra, ci trattano come professionisti”. Se c’è qualcuno che può raccontare, con cognizione di causa e spontaneità, l’evoluzione del Montespaccato Calcio negli ultimi anni, questo è Fabio Rossi, che dentro l’impianto sportivo ci è davvero cresciuto. “Ho iniziato a giocare qui che avevo quattro anni e mezzo, il campo era ancora di terra”. Vent’anni, fisico da bomber, Fabio nel quartiere è conosciuto come “l’ariete del Monte”, capace di svettare sopra le difese avversarie grazie al suo metro e novanta di altezza. Nella squadra del suo quartiere ha fatto tutta la trafila, dalla scuola calcio alle giovanili. “Poi, a 16 anni, sono andato all’Ascoli, giocando in under 17 e in primavera, e l’anno successivo mi ha acquistato il Perugia”. Una doppia frattura al malleolo, però, gli ha mischiato le carte in tavola. “Dopo l’infortunio, sono sceso di nuovo in serie D, passando alla VIS Artena”. Ancora un anno lontano da casa, quindi, per poi rientrare al Montespaccato, sempre in serie D. Ad accoglierlo, però, ha trovato una realtà molto diversa da quella che aveva lasciato.

Cosa è successo mentre Fabio era lontano? Molte cose, alcune negative, altre molto positive. Tutto ha avuto inizio nel 2018, quanto l’intero impianto della Polisportiva Montespaccato è finito sotto sequestro giudiziario, nell’ambito dell’operazione Hampa, che ha scoperchiato gli affari sporchi del clan mafioso dei Gambacurta. A seguito di quella vicenda, per salvare le storiche attività sportive, vitali in un quartiere periferico come Montespaccato, il Tribunale di Roma e la Regione Lazio hanno siglato un accordo e affidato la struttura all’ASP Asilo Savoia (ex IPAB, oggi Azienda Pubblica di Servizi alla Persona). È così che a Montespaccato è arrivato il progetto “Talento e Tenacia”, ideato e attivato, proprio dall’Asilo Savoia, nel 2016, a Genazzano. Si tratta di un programma molto articolato, che utilizza il calcio e i valori sportivi per aiutare i ragazzi e le famiglie che vivono in contesti fragili e di disagio economico e sociale. Gli inizi, però, non sono stati facili, come racconta anche Bruno Sismondi, ragazzo italo-uruguaiano che, entrato nel programma come calciatore, oggi ricopre il ruolo di viceallenatore della prima squadra. “Il primo anno c’era un po’ di diffidenza e allora noi giocatori siamo andati a farci conoscere nei negozi, abbiamo fatto dei servizi sociali per il quartiere, abbiamo organizzato eventi; tutto per far capire che avevamo buone intenzioni e per riavvicinare le famiglie”. L’operazione, per fortuna, è andata a buon fine e oggi il Montespaccato può vantare una scuola calcio con circa 400 iscritti e una prima squadra che, dopo 40 anni, ha riconquistato la serie D. “L’anno in cui abbiamo vinto il campionato d’Eccellenza”, racconta ancora Bruno, “nell’ultima partita contro il Tivoli, lo stadio era pieno”.

I successi sportivi, però, non dicono tutto della rinascita del Montespaccato Savoia Calcio, che oggi accoglie tifosi e visitatori in un impianto completamente rinnovato e intitolato a Don Pino Puglisi, uno dei simboli dell’antimafia. Non dicono tutto perché non mostrano ciò che avviene oltre il campo, nella vita quotidiana dei ragazzi che fanno parte di “Talento e Tenacia”. Ci pensa Massimiliano Monnanni, presidente della società, a spiegare qualcosa di più e a rendere il quadro completo. “Chi entra nel programma, per prima cosa, se ha smesso di studiare deve riprendere ad andare a scuola”. E per far sì che questo accada davvero, è lo stesso Asilo Savoia ad attivarsi. “Se hanno difficoltà, li sosteniamo nel percorso scolastico; se sono bravi e vogliono andare all’università, paghiamo noi parte delle rette; altrimenti, sulla base delle loro doti, gli facciamo fare dei corsi professionalizzanti”. È così, ad esempio, che Bruno è diventato viceallenatore o che Gianluca ha iniziato a lavorare al desk della palestra popolare che l’Asilo Savoia gestisce a Ostia. “E tutto questo”, precisa Monnanni, “prescinde dalla dimensione calcistica, perché ogni ragazzo, se vuole, rimane nel programma e continua a essere seguito anche se non fa più parte della squadra per scelte tecniche”. Il focus, quindi, è sulle persone più che sui calciatori. “I ragazzi hanno anche a disposizione uno psicologo per incontri collettivi e individuali”, spiega ancora il presidente, “e vengono coinvolti, due volte al mese, in attività di volontariato comunitario”. Il tutto suggellato dalla firma di un codice etico e di patti di responsabilità, pietre fondative di questo profondo percorso.

[Il racconto del Montespaccato Calcio e dell’Asilo Savoia fa parte del progetto “Al passo con Roma – Storie di persone che fanno la città”, con cui ho deciso di dare spazio a esperienze e realtà significative. Occupandomi, da sempre, di politiche sociali e di sport, ho avuto modo di incontrare più volte l’Asilo Savoia e di toccare con mano la qualità e l’importanza dei loro progetti, a partire da T&T La Palestra di Ostia.]

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Ieri, a PresaDiretta, si è finalmente parlato di un nervo scoperto e dolente dell’amministrazione del nostro paese – che a Roma prende carattere di una vera e propria emergenza – […]

Sport come bene comune

Settembre 14, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Ieri, a PresaDiretta, si è finalmente parlato di un nervo scoperto e dolente dell’amministrazione del nostro paese – che a Roma prende carattere di una vera e propria emergenza – lo sport. La problematica che vive lo sport a Roma è frutto di carenze statali sovrapposte a carenze indotte dall’amministrazione Raggi. La sindaca, trincerandosi dietro le parole trasparenza e legalità, ha annullato la candidatura per le olimpiadi di Roma 2024. Ma non è stata questa la sola grande sconfitta, lo sport a Roma aveva bisogno di essere ridisegnato: occorreva investire sulle strutture, sulle palestre popolari, sui rapporti tra ASD e dirigenti scolastici. Al contrario, si è proceduto in maniera sommaria e senza accogliere i contributi che arrivavano dalle rappresentanze sportive.


Il risultato? Gli impianti con tante irregolarità sono ancora pienamente operativi, mentre le tante realtà che arrivavano a fine ciclo intessendo legami con il territorio hanno visto la loro attività di nuovo messa a bando. Un’amministrazione debole con i forti e forte con i deboli.


Tuttavia, se possibile, c’è un problema ancora maggiore che affligge lo sport su scala nazionale, una verità scomoda e frutto di realtà storiche: lo sport non è bene pubblico. Questo perché se da un lato le attività dello sport mainstream smuovono molti milioni di euro, dall’altro gli sport ‘minori’ e le ASD territoriali vivono sostanzialmente di piccole iniezioni di denaro privato: sponsor, piccoli finanziatori, mecenati ne coprono una parte ma per l’esistenza stessa della ASD è determinante il denaro delle famiglie che, pagando le quote sociali delle attività sportive, permettono ai figli di fare sport. Ma spesso le quote sociali sono troppo alte per essere pagate dalle famiglie meno abbienti e in questo modo la pratica sportiva invece di promuovere l’inclusione, diventa discriminazione. Pensare che lo sport in Italia possa essere pagato dal privato ed essere al contempo sport di tutte e di tutti, è una contraddizione in termini. Serve un cambio di paradigma che porti la parola Sport all’interno della nostra costituzione.


Mauro Berruto lo ha spiegato benissimo, ieri nel corso della puntata: occorrono politiche pubbliche che tutelino un bene essenziale. Per questo, se verrò rieletto, mi impegnerò a portare avanti personalmente una battaglia politica in questo senso, mi occuperò personalmente di fare in modo che anche gli sport minori abbiano una loro sede nella capitale, mi occuperò personalmente di far in modo che ci siano più scambi tra dirigenti scolastici e ASD, tra territorio e amministrazione centrale.


Mi impegnerò personalmente perché venga riconosciuto finalmente lo sport in quanto bene comune.

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Ieri in piazza a Ostia eravamo in molte e molti, ad accogliere il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. L’entusiasmo nell’aria era palpabile, così come la voglia di vedere la […]

In piazza con David Sassoli

Settembre 11, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Ieri in piazza a Ostia eravamo in molte e molti, ad accogliere il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. L’entusiasmo nell’aria era palpabile, così come la voglia di vedere la nostra bella città assumere il posto, finalmente, di una vera e rispettata capitale europea.


Sì, perché l’Unione Europea ha investito su Roma, ma l’amministrazione precedente non le ha dato giustizia: come ha fatto notare Roberto Gualtieri, non si possono chiedere fondi all’Unione Europea e poi ritrovarsi con le casse piene e i servizi non attivati. Perché poi nei territori la sfiducia nella politica cresce e soprattutto la qualità della vita delle persone peggiora, come è accaduto nel X Municipio.


La giornata di ieri è stata importante per questo, perché è stato chiaro a tutte e a tutti che tornando a vincere a Roma con Roberto Gualtieri e nel X Municipio con Mario Falconi presidente, la visione sul futuro della città è condivisa a tutti i livelli. In particolare il X Municipio deve essere assolutamente integrato all’interno di una visione cittadina, per la quale può rappresentare un’opportunità di crescita irrinunciabile.

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In una campagna elettorale breve, al punto da sembrare quasi una maratona da correre in apnea, sapere di poter contare su un collettivo vasto ed eterogeneo fa la differenza! Non […]

Inaugurazione del comitato elettorale di Valeria Baglio

Settembre 9, 2021 0 Comments by Giovanni in News

In una campagna elettorale breve, al punto da sembrare quasi una maratona da correre in apnea, sapere di poter contare su un collettivo vasto ed eterogeneo fa la differenza!

Non so che altre parole aggiungere se non dirvi semplicemente GRAZIE per ieri pomeriggio. Grazie perché, malgrado la pioggia, in tantissime e tantissimi da ogni parte di Roma avete deciso di regalare a me e Valeria Baglio parole di incoraggiamento, forza e sostegno nel corso dell’evento di apertura della nostra campagna elettorale. Un grande entusiasmo ma al tempo stesso anche una grande responsabilità di cui speriamo sempre di essere sempre all’altezza.

Continuate ad esserci, sempre, continuate a chiamarci, scriverci, sollecitarti. La Roma che dobbiamo ricostruire non è la Roma di chi si candida alle elezioni, ma è la Roma di tutte e tutti.

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Pratica 20477, protocollata il 9 agosto del 2018. Su un foglietto sgualcito, Pino ha ordinatamente appuntato la manciata di cifre a cui si aggrappa per continuare una battaglia estenuante, che […]

Pino e le case popolari di Nuova Ostia

Settembre 8, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Pratica 20477, protocollata il 9 agosto del 2018. Su un foglietto sgualcito, Pino ha ordinatamente appuntato la manciata di cifre a cui si aggrappa per continuare una battaglia estenuante, che non ha nulla da invidiare ai celebri duelli contro i mulini a vento ingaggiati da Don Chisciotte. Il balcone del suo appartamento, ai piani alti di una palazzina di Nuova Ostia, è minacciato da una canna fumaria pericolante. Attraversato da una crepa profonda, il comignolo potrebbe franare da un momento all’altro. Eppure, durante i tre anni che sono passati dalla denuncia, non si è visto nessuno, neanche per un sopralluogo. “Zero completo”, sentenzia Pino sconfortato. Per la verità, in zona, il suo non è l’unico caso di abbandono. Basta fare un giro tra gli edifici popolari di via Fasan e dintorni, per rendersi conto che il nomignolo con cui sono conosciuti, “case di sabbia”, è tristemente calzante. Proprio come sabbia, infatti, sembrano sbriciolarsi alla luce del sole. Intonaco che si stacca, pezzi di balconi che piombano sulle macchine parcheggiate, ringhiere arrugginite, ascensori bloccati per mesi e mesi.

“E pensare che, quando ci hanno assegnato gli appartamenti, questo palazzo era tra i migliori”. Originario di Enna ma adottato da Roma quando era ancora un ragazzo, Pino vive a Ostia dal 1973. “Sono entrato in casa che non era neanche completata”, racconta, “i pavimenti me li sono arrotati da solo, un po’ ‘alla carlona’, però almeno ho sistemato tutto come mi piaceva”. Con il passare degli anni, però, la situazione è inesorabilmente peggiorata, facendo segnare “un declino costante, una discesa sempre più in basso”. Al di là degli interventi straordinari, come quello di cui avrebbe bisogno la citata canna fumaria, ciò che manca più di tutto è la manutenzione ordinaria. “Ce la facciamo da soli”, spiega Pino, “il portone l’ho aggiustato io mille volte e anche le pulizie le paghiamo direttamente noi condomini”. In questi casi, però, il tempo non è galantuomo e la fatica di doversi far carico di tutto si fa sentire, inasprendo gli animi ed erodendo la coesione. Ed è così che fare fronte comune diventa sempre più difficile, perché “c’è chi non vuole cacciare i soldi, chi se ne frega di tutto”. E la lotta si indebolisce.

Degrado è la parola che Pino utilizza più spesso quando parla del posto in cui vive, e si riferisce ad un’assenza. Degrado, per lui, è qualcosa che c’era e che oggi non c’è più, oppure che dovrebbe esserci ma non c’è mai stato. Degrado, ad esempio, è il nulla che si è impossessato del terreno su cui affacciano le finestre di casa sua. “Tutta quest’area è di proprietà del vicariato e prima era un campo sportivo in cui giocavano e facevo gli allenamenti; laggiù c’erano i campi da tennis e, ai tempi in cui sono venuto ad abitare qui, c’era anche una piscina”. Adesso, invece, ci sono solo polvere, erba secca e ruderi sbeccati.

[Il racconto di Pino fa parte del progetto “Al passo con Roma – Storie di persone che fanno la città”, con cui ho deciso di dare spazio a esperienze e realtà significative. Conosco bene e da vicino la situazione delle case popolari di Ostia Nuova e credo che il tema dell’abitare sia, per Roma, una sfida cruciale, a cui non è possibile e non è giusto sottrarsi. Per questo motivo, ieri sono andato tra quei palazzi insieme a Roberto Gualtieri, che ha preso un impegno solenne con i cittadini: procedere, in caso di elezione, all’acquisto rent to buy delle cosiddette “case di sabbia”.]

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Oggi con Roberto Gualtieri siamo stati nella zona delle case popolari a Ostia Nuova, le cosiddette ‘case di sabbia’.La situazione di queste case è drammatica, soprattutto da quando c’è la […]

Con Gualtieri un impegno per Nuova Ostia

Settembre 7, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Oggi con Roberto Gualtieri siamo stati nella zona delle case popolari a Ostia Nuova, le cosiddette ‘case di sabbia’.La situazione di queste case è drammatica, soprattutto da quando c’è la Giunta Raggi. È una situazione che conosco bene e che sto seguendo dai tempi della consiliatura municipale.

Precedentemente avevo lasciato che fosse Paola Schittu, inquilina di queste case dal 1987, a raccontarvi la loro storia. È una storia di contenziosi e ricorsi, ma soprattutto è una storia di precarietà perenne e di edifici che sono stati costruiti con elementi di scarsa qualità – qualcuno parla di cemento depotenziato, altri di sabbia di mare mischiata ai materiali – e che quindi strutturalmente non sono adatti ad accogliere case dignitose (link nel primo commento). Ora Paola è candidata come consigliera del X municipio e se venisse eletta sarebbe una gran bella notizia per le persone di Ostia e per la politica tutta, perché significherebbe avere qualcuno in grado di rivendicare davvero un diritto fondamentale, quello ad una casa sicura e per sempre. Ma in questa battaglia Paola non è e non sarà mai lasciata sola.

Con Roberto Gualtieri, candidato sindaco del centrosinistra, abbiamo infatti preso un impegno: se eletti, procederemo all’acquisizione rent to buy delle case di Nuova Ostia, affinché ‘case di sabbia’ resti solo un modo di chiamarle. Che la storia delle case di sabbia sia solo una delle tante a risolversi a Roma, perché la dignità di vita e il diritto alla casa sono diritti fondamentali inalienabili che troppo spesso ci dimentichiamo di considerare.

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