Giovanni Zannola
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“Associazione mafiosa”. È questo il verdetto emesso oggi dai giudici del processo contro il Clan dei Casamonica. La sentenza, letta nell’aula bunker di Rebibbia, è rivolta a 44 imputati, tra […]

Maxiprocesso ai Casamonica: è associazione mafiosa

Settembre 20, 2021 0 Comments by Giovanni in News

“Associazione mafiosa”. È questo il verdetto emesso oggi dai giudici del processo contro il Clan dei Casamonica. La sentenza, letta nell’aula bunker di Rebibbia, è rivolta a 44 imputati, tra i quali spiccano i nomi dei vertici della famiglia mafiosa. Un iter giudiziario lungo 18 mesi ed estremamente complesso, tra vittime reticenti per paura, pentiti che hanno subito minacce e la difficoltà, per gli inquirenti, di farsi strada in un reticolato di relazioni criminali che si è allargato fino a lambire volti noti e posizioni di potere. Per giungere a meta, ci sono volute costanza, tenacia e determinazione, sia da parte delle forze dell’ordine e della magistratura che delle poche ma decisive persone che hanno scelto di parlare e scoperchiare una cupola violenta e oppressiva. Associazione mafiosa. Finalmente una definizione giuridica restituisce dignità alle centinaia di donne e uomini che, ogni giorno, a Roma, sono vittime delle mafie. Quello dei Casamonica è un potere criminale che ha potuto agire praticamente indisturbato per decenni, favorito da un clima generale di incomprensione e sottovalutazione. Quelli che erano dei veri e propri boss mafiosi, infatti, venivano considerati alla stregua della piccola criminalità di strada, violenti ma senza strategia, quindi poco interessanti da un punto di vista investigativo. Purtroppo, anche grazie a questo atteggiamento, i Casamonica hanno potuto costruire il loro impero. Quella di oggi, quindi, è una sentenza fondamentale, da accogliere con soddisfazione, sottolineandone l’importanza politica, per le sue ricadute sulla vita della collettività. Perché chiamare le cose con il loro nome significa già dare loro una forma concreta, che può essere combattuta. Perché realtà come quella dei Casamonica si nutrono della nebbia, delle mezze verità, dell’omertà.

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Nelle case popolari site in via Palmiro Togliatti 108, quartiere Lamaro, – conosciute ai più per aver ospitato l’infanzia di Eros Ramazzotti – si respira aria di comunità: le persone […]

5 piani senza ascensore

Settembre 19, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Nelle case popolari site in via Palmiro Togliatti 108, quartiere Lamaro, – conosciute ai più per aver ospitato l’infanzia di Eros Ramazzotti – si respira aria di comunità: le persone sorridono e si salutano scambiandosi battute veraci, sotto agli edifici vi è un parchetto ben tenuto, con delle panchine colorate e gli alberi potati. Le buche vengono prontamente ricementate e spesso si fanno delle grandi feste. Peccato che a rendere possibile tutto questo non sono le istituzioni, ma alcuni abitanti che si sono fatti carico della manutenzione ordinaria e straordinaria, in uno dei tanti condomini dimenticati dalla pubblica amministrazione nei quartieri popolari di Roma. Gli edifici del comprensorio, nati senza ascensore, così sono restati negli anni. Le persone anziane che abitano ai piani superiori sono letteralmente intrappolate in casa: ‘ogni tanto mia nonna dava cinque euro ai fruttivendoli e si faceva portare la spesa su casa; è morta aspettando che facessero l’ascensore’, ci dice Melissa. Sì, perché l’ascensore l’hanno promesso, hanno fatto i sopralluoghi e chiesto di presentare un progetto. Il progetto i cittadini se lo sono fatto da soli, ma degli ascensori ancora nessuna notizia. Per la signora Pina, invece, la voglia di far sentire la propria voce è più forte della fatica dei cinque piani che la separano da casa sua:‘ Io ho sempre votato a sinistra, ma qui siamo quasi sempre stati abbandonati da tutti’. Melissa Marzoni ci porta poi nel comprensorio accanto, dove c’è la sua casa e dove le infiltrazioni di umidità stanno creando un vuoto sotto agli edifici e i lampioni sono rotti da sempre, a causa di manutenzioni inefficienti. Già sul luogo, io, Valeria Baglio e Francesco Laddaga , abbiamo aperto un giro di telefonate per capire come intervenire in maniera tempestiva e pratica sulle case popolari del Lamaro. Grazie a Melissa Marzoni che ci ha reso possibile conoscere questa realtà e grazie alle case popolari del Lamaro che ci ha comunicato ospitalità, chiarezza d’intenti e voglia di comunità.

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Se deve scegliere un’etichetta da appiccicarsi addosso, Sonny Olumati preferisce quella di creativo. “Artista no, non ho quella pretesa”. La sua forma di espressione prediletta è la danza, che pratica […]

Sonny, il ragazzo leone e i diritti delle seconde generazioni

Settembre 18, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Se deve scegliere un’etichetta da appiccicarsi addosso, Sonny Olumati preferisce quella di creativo. “Artista no, non ho quella pretesa”. La sua forma di espressione prediletta è la danza, che pratica e insegna ormai da molti anni, prima nella sua Ostia, dove è cresciuto, poi in contesti sempre più importanti, come l’Accademia di Danza di Roma o il Centro Sperimentale di Cinematografia. Da qualche anno, però, ha scelto di cimentarsi anche nella scrittura, dando alle stampe il suo primo libro, intitolato “Il ragazzo leone”. Dentro ci ha messo molto di sé, del proprio vissuto e della propria visione del mondo. Primo, il protagonista della storia, è un bambino italiano dalla pelle nera, proprio come lui. Il suo fedele pupazzo, invece, si chiama Malcom, come Malcom X, che, spiega il ballerino, “è la coscienza che ho dentro la testa, la figura di cui più mi interesso”. Pagina dopo pagina, Primo e Malcom si ritrovano immersi nello spazio, simbolo di un luogo dove le diversità sono talmente tante da finire per essere irrilevanti. “Nello spazio”, sottolinea Sonny, “sono altre le caratteristiche che determinano chi sei, conta quello che sai fare”.

L’esperienza della diversità, Sonny la vive sulla propria pelle, da sempre. È nato a Roma ma non ha (ancora) la cittadinanza italiana, perché i suoi genitori sono nigeriani. Ha un evidente cadenza romana ma la pelle nera e i capelli crespi. ‘Contraddizioni’ che non sono facili da portare addosso, soprattutto quando si è piccoli. “Sarebbe stupido se dicessi che non ci ho sofferto, soprattutto da ragazzino; perché i bambini non hanno schemi, sono istintivi, dicono quello che credono di pensare e sono il riflesso dei genitori, che gli insegnano paure e stereotipi”. Quel disagio, vissuto anni fa in prima persona, lo incontra ancora oggi negli occhi dei suoi allievi, che magari, come lui, appartengono alle cosiddette seconde generazioni. Segno che la strada da fare è ancora molta. “La civiltà è uno sforzo, è una scelta che deve fare l’individuo, non è scontata ma necessaria”. Un discorso valido, secondo Sonny, anche per il mondo dell’arte, soprattutto in Italia. “Il mondo artistico istituzionalizzato è allineato al pensiero comune, quindi non è creativo, non è multiculturale, non è fluido”.

Eppure, nell’arte, quella vera, Sonny continua a crederci con forza. “La creatività è uno stimolo che nasce dal non accettare le regole che gli esseri umani hanno imposto al mondo, significa sognare una società diversa perché quella che c’è non è abbastanza; l’arte è rivoluzionaria, mai reazionaria”. Ed è così che, nel suo percorso, vissuto personale e tensione artistica hanno trovato sbocco nell’impegno civile e sociale. “Io vengo da Ostia Nuova, da piazza Gasparri, un quartiere un po’ particolare ed è lì che ho capito che l’arte può avere un suo utilizzo”. L’espressione artistica come strumento per incidere sulla realtà, quindi, per costruire alternative. “Ad esempio, i ragazzetti che fanno break dance, usano la strada per fare qualcosa di diverso e il risultato è che dove ci sono i breaker non c’è lo spaccio, perché ci gira un botto di gente”.

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[Il racconto di Sonny fa parte del progetto “Al passo con Roma – Storie di persone che fanno la città”, con cui ho deciso di dare spazio a esperienze e realtà significative. Io e Sonny ci siamo conosciuti durante gli anni del liceo, al collettivo studentesco, e insieme abbiamo organizzato serate e corsi di hip hop a scuola. Poi, nel tempo, ci siamo sempre confrontati su temi politici e ci siamo rincontrati sulla battaglia delle seconde generazioni.]

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Con Enzo Ciconte ci conosciamo da tanti anni.È un amico carissimo, un compagno generosissimo che non perde mai occasione e voglia di trasmettere la passione di occuparsi della cosa pubblica […]

Un amico prezioso

Settembre 17, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Con Enzo Ciconte ci conosciamo da tanti anni.
È un amico carissimo, un compagno generosissimo che non perde mai occasione e voglia di trasmettere la passione di occuparsi della cosa pubblica a chiunque abbia voglia di discuterne ed è tra i massimi studiosi ed esperti di lotta alle mafie in Italia.

Se nel tempo ho saputo comprendere l’universo sotterraneo delle mafie, se ho sentito sempre di avere gli anticorpi giusti per riconoscerle e combatterle nel mio territorio, lo devo molto anche lui e ai suoi preziosi libri. È leggendo, o meglio, studiando i suoi scritti che la mia conoscenza di questi fenomeni si è fatta più matura, consapevole, precisa.
La lungimiranza e la sua onesta passione politica ne fanno un esempio necessario per chi ama la propria terra e sente di voler lavorare ogni giorno per migliorarla, farla crescere e liberarla.

Ci siamo rivisti qualche giorno fa, nella casa che in cui vive con la mitica e altrettanto impegnata compagna Adriana Bortoluz e che rappresenta il suo regno su misura: colma di libri, conoscenza e letteratura, proprio come chi la abita.
Sapere di avere il supporto di Enzo, come di Adriana, in questa campagna elettorale mi riempie davvero di tanto orgoglio.

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Si dice molto della falsità dei politici in campagna elettorale, delle loro promesse vuote e degli impegni non rispettati. Per questo ho deciso, per una volta, di guardare al passato […]

La politica è impegno quotidiano

Settembre 16, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Si dice molto della falsità dei politici in campagna elettorale, delle loro promesse vuote e degli impegni non rispettati.

Per questo ho deciso, per una volta, di guardare al passato invece che al futuro e di mostrare quanto le mie parole siano lo specchio di un impegno reale, concreto, quotidiano: dai banchi di scuola del liceo all’esperienza della Assemblea Capitolina, passando per la militanza dell’età adulta.

Tra ottobre 2018 e luglio 2021 ho realizzato l’88% di presenze tra commissioni e consigli comunali, durante le quali ho presentato 78 interrogazioni e 48 accessi agli atti.

59 sono state le mozioni, di cui di cui molte relative alla tutela delle persone senza fissa dimora, oppure volte a migliorare la situazione della mobilità cittadina, o ancora a difesa dei diritti dei professionisti del terzo settore e delle persone con disabilità.

Una delle mozioni che mi è più cara, perché carica del valore importante e condiviso dell’antifascismo, è quella per lo sgombero dello stabile sito in Via Napoleone, illegalmente occupato dall’associazione CasaPound Italia.

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“Quando sono andato via, gli spogliatoi erano piccoli, ora sembrano quelli della Serie A; si vede che il Presidente e la società ci tengono alla squadra, ci trattano come professionisti”. […]

Calcio e antimafia a Montespaccato

Settembre 15, 2021 0 Comments by Giovanni in News

“Quando sono andato via, gli spogliatoi erano piccoli, ora sembrano quelli della Serie A; si vede che il Presidente e la società ci tengono alla squadra, ci trattano come professionisti”. Se c’è qualcuno che può raccontare, con cognizione di causa e spontaneità, l’evoluzione del Montespaccato Calcio negli ultimi anni, questo è Fabio Rossi, che dentro l’impianto sportivo ci è davvero cresciuto. “Ho iniziato a giocare qui che avevo quattro anni e mezzo, il campo era ancora di terra”. Vent’anni, fisico da bomber, Fabio nel quartiere è conosciuto come “l’ariete del Monte”, capace di svettare sopra le difese avversarie grazie al suo metro e novanta di altezza. Nella squadra del suo quartiere ha fatto tutta la trafila, dalla scuola calcio alle giovanili. “Poi, a 16 anni, sono andato all’Ascoli, giocando in under 17 e in primavera, e l’anno successivo mi ha acquistato il Perugia”. Una doppia frattura al malleolo, però, gli ha mischiato le carte in tavola. “Dopo l’infortunio, sono sceso di nuovo in serie D, passando alla VIS Artena”. Ancora un anno lontano da casa, quindi, per poi rientrare al Montespaccato, sempre in serie D. Ad accoglierlo, però, ha trovato una realtà molto diversa da quella che aveva lasciato.

Cosa è successo mentre Fabio era lontano? Molte cose, alcune negative, altre molto positive. Tutto ha avuto inizio nel 2018, quanto l’intero impianto della Polisportiva Montespaccato è finito sotto sequestro giudiziario, nell’ambito dell’operazione Hampa, che ha scoperchiato gli affari sporchi del clan mafioso dei Gambacurta. A seguito di quella vicenda, per salvare le storiche attività sportive, vitali in un quartiere periferico come Montespaccato, il Tribunale di Roma e la Regione Lazio hanno siglato un accordo e affidato la struttura all’ASP Asilo Savoia (ex IPAB, oggi Azienda Pubblica di Servizi alla Persona). È così che a Montespaccato è arrivato il progetto “Talento e Tenacia”, ideato e attivato, proprio dall’Asilo Savoia, nel 2016, a Genazzano. Si tratta di un programma molto articolato, che utilizza il calcio e i valori sportivi per aiutare i ragazzi e le famiglie che vivono in contesti fragili e di disagio economico e sociale. Gli inizi, però, non sono stati facili, come racconta anche Bruno Sismondi, ragazzo italo-uruguaiano che, entrato nel programma come calciatore, oggi ricopre il ruolo di viceallenatore della prima squadra. “Il primo anno c’era un po’ di diffidenza e allora noi giocatori siamo andati a farci conoscere nei negozi, abbiamo fatto dei servizi sociali per il quartiere, abbiamo organizzato eventi; tutto per far capire che avevamo buone intenzioni e per riavvicinare le famiglie”. L’operazione, per fortuna, è andata a buon fine e oggi il Montespaccato può vantare una scuola calcio con circa 400 iscritti e una prima squadra che, dopo 40 anni, ha riconquistato la serie D. “L’anno in cui abbiamo vinto il campionato d’Eccellenza”, racconta ancora Bruno, “nell’ultima partita contro il Tivoli, lo stadio era pieno”.

I successi sportivi, però, non dicono tutto della rinascita del Montespaccato Savoia Calcio, che oggi accoglie tifosi e visitatori in un impianto completamente rinnovato e intitolato a Don Pino Puglisi, uno dei simboli dell’antimafia. Non dicono tutto perché non mostrano ciò che avviene oltre il campo, nella vita quotidiana dei ragazzi che fanno parte di “Talento e Tenacia”. Ci pensa Massimiliano Monnanni, presidente della società, a spiegare qualcosa di più e a rendere il quadro completo. “Chi entra nel programma, per prima cosa, se ha smesso di studiare deve riprendere ad andare a scuola”. E per far sì che questo accada davvero, è lo stesso Asilo Savoia ad attivarsi. “Se hanno difficoltà, li sosteniamo nel percorso scolastico; se sono bravi e vogliono andare all’università, paghiamo noi parte delle rette; altrimenti, sulla base delle loro doti, gli facciamo fare dei corsi professionalizzanti”. È così, ad esempio, che Bruno è diventato viceallenatore o che Gianluca ha iniziato a lavorare al desk della palestra popolare che l’Asilo Savoia gestisce a Ostia. “E tutto questo”, precisa Monnanni, “prescinde dalla dimensione calcistica, perché ogni ragazzo, se vuole, rimane nel programma e continua a essere seguito anche se non fa più parte della squadra per scelte tecniche”. Il focus, quindi, è sulle persone più che sui calciatori. “I ragazzi hanno anche a disposizione uno psicologo per incontri collettivi e individuali”, spiega ancora il presidente, “e vengono coinvolti, due volte al mese, in attività di volontariato comunitario”. Il tutto suggellato dalla firma di un codice etico e di patti di responsabilità, pietre fondative di questo profondo percorso.

[Il racconto del Montespaccato Calcio e dell’Asilo Savoia fa parte del progetto “Al passo con Roma – Storie di persone che fanno la città”, con cui ho deciso di dare spazio a esperienze e realtà significative. Occupandomi, da sempre, di politiche sociali e di sport, ho avuto modo di incontrare più volte l’Asilo Savoia e di toccare con mano la qualità e l’importanza dei loro progetti, a partire da T&T La Palestra di Ostia.]

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