Giovanni Zannola
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Per anni, davanti all’ingresso dell’Istituto Comprensivo Paolo Stefanelli, in via Cesare Castiglioni, era previsto un parcheggio per pullman: un’infrastruttura pesante collocata proprio davanti a una scuola, dove lo spazio era […]

Da area di sosta a spazio comune: davanti all’IC Paolo Stefanelli cambia il modo di vivere la città.

Febbraio 11, 2026 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Per anni, davanti all’ingresso dell’Istituto Comprensivo Paolo Stefanelli, in via Cesare Castiglioni, era previsto un parcheggio per pullman: un’infrastruttura pesante collocata proprio davanti a una scuola, dove lo spazio era occupato da traffico e smog invece che dalla vita del quartiere.

Con l’ingresso della nostraa amministrazione è emersa subito una criticità evidente: quello non era uno spazio pensato per le persone. Famiglie e insegnanti chiedevano più sicurezza e migliore qualità dell’aria. La prima risposta è stata l’istituzione della zona scolastica, per proteggere immediatamente l’ingresso dai mezzi pesanti e restituire la strada a chi la vive ogni giorno.

Successivamente è arrivato il passo decisivo: rendere permanente quel cambiamento.
La richiesta del territorio è diventata una proposta del XIV Municipio e quindi una decisione dell’Assemblea Capitolina: il parcheggio per pullman è stato eliminato.

Oggi quell’area non è più uno spazio di sosta, ma uno spazio pubblico.
Significa meno traffico e meno smog, più autonomia per i bambini e le bambine, più sicurezza per le famiglie e maggiore vivibilità per l’intero quartiere.

L’intervento rappresenta un modello di lavoro amministrativo basato su un principio chiaro: ascoltare i territori e trasformare le richieste in scelte concrete, collaborando con la comunità per restituire parti di città alle persone.

Perché davanti a una scuola la priorità resta una sola: chi entra ogni mattina con lo zaino sulle spalle.

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Lunedì 9 febbraio a Ostia si è aperto ufficialmente il confronto pubblico dedicato al progetto del Parco del Mare. Un incontro partecipato da cittadine e cittadini, associazioni e operatori del […]

Parco del Mare, avviato il percorso partecipato: Ostia ripensa il suo lungomare

Febbraio 11, 2026 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Lunedì 9 febbraio a Ostia si è aperto ufficialmente il confronto pubblico dedicato al progetto del Parco del Mare. Un incontro partecipato da cittadine e cittadini, associazioni e operatori del territorio che segna l’inizio di un percorso di ascolto e co-progettazione destinato a incidere in modo profondo sul futuro del litorale romano.

Non si tratta solo della presentazione di un intervento urbanistico, ma dell’avvio di un processo che punta a costruire il progetto insieme a chi vive quotidianamente il quartiere. Un passaggio ritenuto fondamentale dall’amministrazione capitolina: il Parco del Mare nasce infatti con l’obiettivo di ricucire il rapporto tra la città e il suo mare, oggi spesso separati da un’infrastruttura pensata prevalentemente per il traffico veicolare.

Per chi a Ostia è cresciuto, il tema non è astratto. Il lungomare è stato per anni luogo di socialità, sport e incontro, ma nel tempo si è trasformato in una linea di divisione più che di connessione. Il senso dell’intervento è proprio invertire questa prospettiva: riconnettere l’abitato al Mediterraneo e restituire continuità tra spazi urbani e costa.

Dal punto di vista della mobilità, il progetto prevede una trasformazione concreta: ridisegno della sezione stradale, riequilibrio tra auto e mobilità attiva, percorsi ciclopedonali protetti e continui, migliore accessibilità universale, riorganizzazione della sosta e integrazione con il trasporto pubblico. L’obiettivo non è solo raggiungere il mare, ma renderlo realmente fruibile.

Il piano è sostenuto da risorse consistenti: 24 milioni di euro provenienti dalle strategie territoriali e 30 milioni stanziati da Roma Capitale. Investimenti che segnano un cambio di passo rispetto al passato, quando alle intenzioni non erano seguiti né progetti esecutivi né coperture economiche.

L’intervento inciderà sulla vita quotidiana di famiglie, lavoratori, sportivi e attività commerciali, ma soprattutto propone una nuova visione: Ostia come uno dei luoghi identitari di Roma, il punto in cui la città incontra il Mediterraneo e torna a vivere il suo fronte mare come spazio pubblico condiviso.

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Ieri in Campidoglio si è riunito il nuovo Consiglio del Cibo di Roma, che ha rieletto Fabio Ciconte alla Presidenza per il prossimo biennio.Non si tratta di un passaggio formale, […]

Consiglio del Cibo di Roma: partecipazione e politiche pubbliche per il futuro alimentare della città

Febbraio 5, 2026 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Ieri in Campidoglio si è riunito il nuovo Consiglio del Cibo di Roma, che ha rieletto Fabio Ciconte alla Presidenza per il prossimo biennio.
Non si tratta di un passaggio formale, ma di un momento significativo: la città rinnova il proprio impegno a partecipare, insieme all’amministrazione, alle scelte strategiche sul futuro del cibo nella Capitale.

Il Consiglio del Cibo svolge in questo percorso un ruolo centrale. Nato da una richiesta dal basso di associazioni, produttori, università, mercati rionali e ristoratori, in soli due anni è passato da 147 a 205 realtà coinvolte. Un segnale chiaro: il cibo non è un tema per pochi, ma attraversa la vita di tutti perché riguarda dimensioni sociali, ambientali, economiche e culturali.

Parlare di cibo significa prima di tutto parlare di disuguaglianze. Lo scorso dicembre l’Assemblea Capitolina ha approvato la prima delibera sul contrasto alla povertà alimentare, con l’obiettivo di superare lo stigma e affrontare una condizione che coinvolge migliaia di persone in modo multidimensionale, costruendo una governance partecipata e un dialogo stabile tra enti di prossimità, municipi e associazioni.

Significa anche investire nelle Case del Cibo, spazi multifunzionali e innovativi in cui il cibo diventa infrastruttura sociale. Un percorso sostenuto concretamente, insieme ai consiglieri Palmieri, Baglio, Luparelli, Converti e Trombetti, attraverso risorse dedicate del bilancio di Roma Capitale.

Il tema alimentare riguarda poi la sostenibilità ambientale. Con la Commissione Mobilità e insieme all’assessore Patanè è in corso un lavoro sulla logistica urbana, anche per facilitare l’accesso delle piccole aziende agricole al sistema distributivo cittadino.

Un altro ambito fondamentale è quello delle mense scolastiche: grazie al contributo del Consiglio del Cibo, da novembre è stato introdotto il menù green, che ha già portato a una riduzione significativa delle emissioni di CO₂ e contribuisce a educare le nuove generazioni a un’alimentazione più sana e legata alle filiere corte.

Roma è una città complessa, con un sistema alimentare enorme che va dalla produzione alla distribuzione, dal lavoro agricolo ai servizi sociali. Una complessità governabile solo attraverso la sinergia tra amministrazione e tutti gli attori coinvolti, proprio in questo il Consiglio del Cibo svolge un ruolo cruciale.

Da questa elezione si riparte per arrivare al prossimo obiettivo: il Piano del Cibo cittadino, una visione condivisa per il futuro alimentare della Capitale.

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L’evento sulla cosiddetta “remigrazione”, che avrebbe dovuto prendere luogo alla Camera venerdì 30 gennaio, è stato annullato.Ed è una buona notizia. Una notizia che va detta con chiarezza, senza ambiguità […]

“Remigrazione”: perché l’annullamento dell’evento alla camera è una buona notizia

Febbraio 3, 2026 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

L’evento sulla cosiddetta “remigrazione”, che avrebbe dovuto prendere luogo alla Camera venerdì 30 gennaio, è stato annullato.
Ed è una buona notizia. Una notizia che va detta con chiarezza, senza ambiguità e senza timidezze.

Perché “remigrazione” è una parola infame. Un termine costruito ad arte per addolcire ciò che in realtà è: deportazione, espulsione, negazione dell’umanità. Una parola finta, dietro cui si nasconde un’idea antica e pericolosa: dividere il mondo tra chi “merita” di restare e chi deve andarsene.

Portare queste ideologie neofasciste dentro i luoghi delle istituzioni è semplicemente inaccettabile. Non è confronto, non è pluralismo, non è democrazia. È una forzatura culturale e politica che va respinta con fermezza, senza tentennamenti.

Non c’entra nulla la libertà di pensiero, come qualcuno a destra — estrema destra — prova a raccontare. Il fascismo non è un’opinione tra le altre. È la negazione stessa del pensiero. È l’annullamento della libertà, dei diritti, della dignità delle persone. Dove c’è fascismo, il pensiero muore.

Parlare di “remigrazione” nel 2026 è disumano e fuori dal tempo. Viviamo in un mondo attraversato da guerre, crisi climatiche, povertà, migrazioni forzate. In questo contesto, non siamo davanti a un dibattito, ma a un’ideologia malata, a una propaganda che tenta di trasformare la paura in odio.

Ancora più grave è arrivare a dire che “l’antifascismo è una mafia”. È un punto bassissimo del discorso pubblico. Sono parole violente, che avvelenano il linguaggio e, di conseguenza, la società. Perché le parole non sono mai neutre: costruiscono mondi o li distruggono.

L’antifascismo non è uno slogan. Non è una bandiera da sventolare solo nelle ricorrenze. È una responsabilità quotidiana. È la scelta di stare dalla parte delle persone, dei diritti, della libertà.

Ed è scritto nella nostra Costituzione, nata per ricostruire una democrazia sulle macerie fisiche, culturali e morali lasciate dal fascismo.

Per questo non possiamo essere neutrali.
Per questo non possiamo essere tiepidi.

Fuori il fascismo dalle istituzioni. Sempre.

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A Minneapolis, in pieno giorno, Alex Pretti è stato ucciso dagli agenti dell’ICE, le milizie anti-immigrazione di Trump.Alex era un infermiere, un cittadino americano, ed era sceso in strada come […]

Alex Pretti, 37 anni, infermiere. L’ultima vittima dell’ICE: le “milizie” di Trump

Gennaio 26, 2026 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

A Minneapolis, in pieno giorno, Alex Pretti è stato ucciso dagli agenti dell’ICE, le milizie anti-immigrazione di Trump.
Alex era un infermiere, un cittadino americano, ed era sceso in strada come tanti altri per proteggere il proprio quartiere dai rastrellamenti della polizia anti-immigrazione.

I video verificati, che trovate in questo post, raccontano una verità chiara: Alex non era armato. In mano aveva un telefono, con cui stava documentando gli abusi. Dopo aver aiutato una donna spintonata a terra da un agente, è stato attaccato, colpito con spray al peperoncino, buttato a terra, immobilizzato e ucciso.
Dieci colpi di pistola contro un uomo disarmato.

Questa non è sicurezza.
È violenza di Stato.

La scia di crimini delle cosiddette forze anti-immigrazione, incoraggiate dalle politiche razziste e intimidatorie di Donald Trump, sta creando negli Stati Uniti un clima insostenibile, quasi da guerra civile. Chi protesta, chi difende i diritti, chi prova a opporsi a un sistema ingiusto viene represso, criminalizzato, ucciso.

E mentre i video smentiscono i fatti, c’è chi mente apertamente. La Segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi Noem, ha dichiarato che Alex fosse armato e pronto a sparare. Una versione falsa, smentita dalle immagini e dal buonsenso.

Fa ancora più male sapere che il governo italiano con le parole di Giorgia Meloni, ha scelto di essere alleato di questa deriva, arrivando persino a celebrare Trump come uomo di pace, auspicando di poterlo candidare al Premio Nobel.
Noi speriamo di no.

La storia giudicherà la crudeltà, l’inadeguatezza e l’ipocrisia di chi giustifica tutto questo.
Intanto il presente parla chiaro: le strade piene di persone che protestano negli Stati Uniti e nel mondo dimostrano che la dignità, i diritti e la libertà non si arrestano, non si intimidiscono, non si uccidono.

Alex Pretti non era un criminale.
Era una persona che difendeva altre persone.

Link ai video

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Massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del trasporto pubblico, a partire da chi era in servizio sulla linea 46B. Quanto accaduto è gravissimo. Un colpo di arma da fuoco […]

Sicurezza nel trasporto pubblico: un’emergenza che non può più essere ignorata

Gennaio 22, 2026 0 Comments by Giovanni in Uncategorized

Massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del trasporto pubblico, a partire da chi era in servizio sulla linea 46B. Quanto accaduto è gravissimo. Un colpo di arma da fuoco esploso contro un autobus non è “degrado”: è un atto criminale che mette seriamente a rischio la vita di chi lavora e di chi viaggia.

Poche ore prima dell’episodio, i sindacati avevano lanciato un appello chiaro: serve maggiore sicurezza per lavoratori e utenti. Poi, intorno alle 20, un bus Atac della linea 46B è stato colpito da uno sparo. A seguire, sempre sulla stessa linea, un altro mezzo è stato bersaglio di una sassaiola. Una sequenza che racconta con brutalità quanto l’allarme fosse fondato.

Questi atti non ci intimidiscono.
Il trasporto pubblico deve continuare a garantire il diritto alla mobilità in ogni quartiere della città, anche nei contesti più complessi. Ma questo può e deve avvenire solo assicurando condizioni di sicurezza reali e concrete per chi ogni giorno tiene in piedi il servizio.

Ieri, in Commissione Mobilità, durante un’audizione con le organizzazioni sindacali sul nuovo piano industriale di Atac, il tema della sicurezza è stato indicato da tutte e tutti come priorità assoluta. In particolare, è stata chiesta la riattivazione del tavolo istituzionale con la Prefettura per dare piena attuazione al protocollo sulla sicurezza firmato lo scorso ottobre e rimasto, finora, in gran parte inapplicato.

Dopo l’ennesima aggressione, i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il Prefetto e, in via temporanea, lo stop alle corse serali sulle linee più a rischio, fino al ripristino di condizioni adeguate. Una richiesta estrema, che mostra quanto la situazione sia diventata insostenibile per chi lavora.

Le aggressioni agli autisti non sono un’eccezione, ma una drammatica continuità: lavoratori accoltellati, picchiati, rapinati. Capolinea isolati, poco illuminati, stazioni senza adeguata sorveglianza. Fare l’autista oggi è diventato non solo un lavoro usurante, ma pericoloso.

Serve uno sforzo serio e immediato da parte del Governo. Salvini, invece di sottrarsi al confronto come ha fatto di fronte alle richieste avanzate dal sindaco Gualtieri, venga a Roma a occuparsi davvero della sicurezza nel trasporto pubblico.

Come Commissione Mobilità ci muoveremo subito: scriveremo al Prefetto per rafforzare il lavoro del tavolo sulla sicurezza, già avviato con Atac, e pretendere risposte concrete.

La sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori non è un tema secondario.
È una priorità assoluta. Sempre.

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