Parco del Mare, avviato il percorso partecipato: Ostia ripensa il suo lungomare
Lunedì 9 febbraio a Ostia si è aperto ufficialmente il confronto pubblico dedicato al progetto del Parco del Mare. Un incontro partecipato da cittadine e cittadini, associazioni e operatori del territorio che segna l’inizio di un percorso di ascolto e co-progettazione destinato a incidere in modo profondo sul futuro del litorale romano.
Non si tratta solo della presentazione di un intervento urbanistico, ma dell’avvio di un processo che punta a costruire il progetto insieme a chi vive quotidianamente il quartiere. Un passaggio ritenuto fondamentale dall’amministrazione capitolina: il Parco del Mare nasce infatti con l’obiettivo di ricucire il rapporto tra la città e il suo mare, oggi spesso separati da un’infrastruttura pensata prevalentemente per il traffico veicolare.
Per chi a Ostia è cresciuto, il tema non è astratto. Il lungomare è stato per anni luogo di socialità, sport e incontro, ma nel tempo si è trasformato in una linea di divisione più che di connessione. Il senso dell’intervento è proprio invertire questa prospettiva: riconnettere l’abitato al Mediterraneo e restituire continuità tra spazi urbani e costa.
Dal punto di vista della mobilità, il progetto prevede una trasformazione concreta: ridisegno della sezione stradale, riequilibrio tra auto e mobilità attiva, percorsi ciclopedonali protetti e continui, migliore accessibilità universale, riorganizzazione della sosta e integrazione con il trasporto pubblico. L’obiettivo non è solo raggiungere il mare, ma renderlo realmente fruibile.
Il piano è sostenuto da risorse consistenti: 24 milioni di euro provenienti dalle strategie territoriali e 30 milioni stanziati da Roma Capitale. Investimenti che segnano un cambio di passo rispetto al passato, quando alle intenzioni non erano seguiti né progetti esecutivi né coperture economiche.
L’intervento inciderà sulla vita quotidiana di famiglie, lavoratori, sportivi e attività commerciali, ma soprattutto propone una nuova visione: Ostia come uno dei luoghi identitari di Roma, il punto in cui la città incontra il Mediterraneo e torna a vivere il suo fronte mare come spazio pubblico condiviso.
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