Sicurezza nel trasporto pubblico: un’emergenza che non può più essere ignorata
Massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del trasporto pubblico, a partire da chi era in servizio sulla linea 46B. Quanto accaduto è gravissimo. Un colpo di arma da fuoco esploso contro un autobus non è “degrado”: è un atto criminale che mette seriamente a rischio la vita di chi lavora e di chi viaggia.
Poche ore prima dell’episodio, i sindacati avevano lanciato un appello chiaro: serve maggiore sicurezza per lavoratori e utenti. Poi, intorno alle 20, un bus Atac della linea 46B è stato colpito da uno sparo. A seguire, sempre sulla stessa linea, un altro mezzo è stato bersaglio di una sassaiola. Una sequenza che racconta con brutalità quanto l’allarme fosse fondato.
Questi atti non ci intimidiscono.
Il trasporto pubblico deve continuare a garantire il diritto alla mobilità in ogni quartiere della città, anche nei contesti più complessi. Ma questo può e deve avvenire solo assicurando condizioni di sicurezza reali e concrete per chi ogni giorno tiene in piedi il servizio.
Ieri, in Commissione Mobilità, durante un’audizione con le organizzazioni sindacali sul nuovo piano industriale di Atac, il tema della sicurezza è stato indicato da tutte e tutti come priorità assoluta. In particolare, è stata chiesta la riattivazione del tavolo istituzionale con la Prefettura per dare piena attuazione al protocollo sulla sicurezza firmato lo scorso ottobre e rimasto, finora, in gran parte inapplicato.
Dopo l’ennesima aggressione, i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il Prefetto e, in via temporanea, lo stop alle corse serali sulle linee più a rischio, fino al ripristino di condizioni adeguate. Una richiesta estrema, che mostra quanto la situazione sia diventata insostenibile per chi lavora.
Le aggressioni agli autisti non sono un’eccezione, ma una drammatica continuità: lavoratori accoltellati, picchiati, rapinati. Capolinea isolati, poco illuminati, stazioni senza adeguata sorveglianza. Fare l’autista oggi è diventato non solo un lavoro usurante, ma pericoloso.
Serve uno sforzo serio e immediato da parte del Governo. Salvini, invece di sottrarsi al confronto come ha fatto di fronte alle richieste avanzate dal sindaco Gualtieri, venga a Roma a occuparsi davvero della sicurezza nel trasporto pubblico.
Come Commissione Mobilità ci muoveremo subito: scriveremo al Prefetto per rafforzare il lavoro del tavolo sulla sicurezza, già avviato con Atac, e pretendere risposte concrete.
La sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori non è un tema secondario.
È una priorità assoluta. Sempre.
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