Giovanni Zannola
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Sostenere la causa di un sola parte non è certamente il modo migliore per lavorare sulla pace. Sono stato a Gerusalemme e a Gaza nel 2005, durante il ritiro unilaterale […]

Ripresi gli scontri tra Israele e la Palestina

Maggio 12, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Sostenere la causa di un sola parte non è certamente il modo migliore per lavorare sulla pace.

Sono stato a Gerusalemme e a Gaza nel 2005, durante il ritiro unilaterale israeliano dalla Striscia.
Quel viaggio mi ha segnato per sempre, come un graffio indelebile che stimola il ricordo e torna a bruciare ogni volta che il conflitto in quei territori si riaccende.
Ho ancora negli occhi lo sforzo e l’impegno, la speranza viva dei circoli culturali palestinesi e israeliani che parlavano di pace, e che non hanno mai smesso di farlo, nonostante ogni tentativo sia stato finora vano.
L’avanguardia di dialogo che ho avuto la fortuna di incrociare, in un momento storico in cui sembrava si potesse finalmente davvero realizzare un incontro di coesistenza tra popoli, non è stata ascoltata a sufficienza, o forse non è stata ascoltata affatto.


Si tratta di una responsabilità chiara che ricade sui governi, sui fondamentalismi incrociati, sulla debolezza degli organismi internazionali.
Ma certo non ricade sulle persone, sul popolo palestinese e su quello israeliano.
Ecco perché, pur condividendo la condanna ad ogni violenza e ogni integralismo, non condivido la posizione, emersa in modo così fortemente maggioritario, anche nel PD, di chi si è schierato in questi giorni così nettamente e univocamente solo dalla parte di Israele.


Sostenere la causa di un sola parte non è certamente il modo migliore per lavorare sulla pace, sul dialogo, sull’obiettivo di convivenza tra due popoli, ancor prima che tra due Stati. Se si vuole porre fine a un conflitto in modo pacifico non si può parteggiare, se non per le persone che ne subiscono ogni giorno gli effetti, in termini di povertà, di privazione di diritti umani fondamentali, di paura, di occupazione dello spazio fisico e psicologico. Il nostro impegno come attori e osservatori internazionali deve allora essere sempre orientato al dialogo, alla condanna di ogni violenza, alla valorizzazione di ogni punto di vista che faciliti il percorso verso la formazione di due Stati che possano convivere, al diritto.


Questo è il compito di tutti i democratici, in ogni parte del mondo. Io sono per la pace, sono contro la violenza politica e ricattatoria di Hamas e contro il colonialismo di conquista e la violenza militare sproporzionata di Israele, sono dalla parte dei popoli, del popolo palestinese e del popolo israeliano, del popolo unito di chi vuole la pace e la convivenza.
Non vedo alternative: nel momento in cui due popoli sono ostaggi dei propri governi e dei propri fondamentalismi, uno di questi popoli così muore, oppresso dall’altro, non può che essere questo il punto di partenza da cui fondiamo ogni ragionamento politico e umanitario.


“Promuovere una nuova stagione di impegno civile per la pace: questo è il senso dell’impegno che stiamo profondendo, in queste settimane, per lanciare da Roma un messaggio per la pace e la sicurezza per due popoli e due Stati, Palestina e Israele.
E la fiaccolata che ha attraversato le vie della città unendo la comunità palestinese e quella ebraica., l’abbraccio sul palco sotto il Colosseo tra i loro due rappresentanti, è stato un momento molto emozionante e significativo, una luce di speranza, il segno della possibilità di dialogo e di pace”. Era il 2002, sono parole di Walter Veltroni, all’epoca sindaco di Roma, un sindaco all’altezza della sfida di una grande capitale europea.
Ripartiamo da qui, dalle radici culturali di diritti, pace e dialogo che sono nella nostra storia, dall’umanità cui guardare ogni fatto del mondo, sapendo che ogni volta che tali radici vengono a mancare, in qualsiasi parte del mondo, questo ci riguarda.


Ripartiamo da qui, come Partito Democratico, come Paese, e anche come città: perché da Roma torni ad alzarsi un messaggio di umanità e convivenza pacifica e tra pari. . .

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L’impatto della pandemia sui minori. L’impatto emotivo della pandemia, dei Lockdown e della didattica a distanza sulla salute dei minori è particolarmente negativo, ma ahimè non se ne parla abbastanza.Non […]

Salviamo il futuro

Maggio 8, 2021 0 Comments by Giovanni in News

L’impatto della pandemia sui minori.

L’impatto emotivo della pandemia, dei Lockdown e della didattica a distanza sulla salute dei minori è particolarmente negativo, ma ahimè non se ne parla abbastanza.
Non poter uscire di casa o avere contatti fisici, ha naturalmente provocato il rischio di un impoverimento emotivo e nello stesso tempo ha portato ad una crescita sproporzionata del tempo passato in rete.
Come evidenziato dall’ articolo uscito ieri (che trovate infondo) la noia, la mancanza di prospettive, l’isolamento sociale, la monotonia trovano proprio nella rete il modo di esplodere in casi di diffamazioni e dispetti in rete tra coetanei, purtroppo con un conseguente, esponenziale aumento dei casi di pedofilia e cyberbullismo.
Da professionista del settore, trovo molto preoccupanti i numeri emersi dalle analisi raccontate durante la giornata mondiale contro la pedofilia.
L’età di coloro che si macchiano di reati di pedopornografia è sempre più bassa.
Nello specifico, riporto solo alcuni dati rispetto all’anno precedente:
🔴 +132% di reati di sfruttamento sessuale dei minori commessi con social network, circuiti di file sharing e darknet.
🔴 +70% di casi di pedopornografia e adescamento online.
🔴 Crescita del 126% di Cyber bullismo per i bambini di età inferiore ai 13 anni.
Alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi che stanno crescendo con il distanziamento sociale, la mancanza di routine, l’ansia e l’incertezza, occorre un impegno ed una considerazione straordinaria delle Istituzioni.
Condivido le proposte dell’Alleanza per l’Infanzia che chiede venga adottata una doppia logica di intervento, che guardi all’immediato, ma nel contempo si ponga anche obiettivi di medio termine.
Questa dovrebbe prevedere un rafforzamento dell’intervento pubblico lungo cinque linee di azione che riassumo brevemente (Particolare attenzione va data ai minori con disabilità e BES che hanno dovuto sospendere le attività di sostegno e riabilitative).
🟢 Il sostegno economico alle famiglie con figli.
🟢 Il sostegno al sistema integrato di educazione e istruzione per i bambini dalla nascita ai sei anni.
🟢 Il sostegno al sistema scolastico, anche in un’ottica di maggiore inclusione e supporto degli studenti appartenenti ai gruppi più vulnerabili.
🟢 Il rafforzamento del sistema integrato di servizi socio-educativi e socio-assistenziali a livello locale.
🟢 Il rafforzamento delle misure di conciliazione tra famiglia e lavoro.
In queste settimane lavorerò a proposte da porre all’attenzione di Roma Capitale che possano solcare questo tracciato.

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Quello che è successo oggi durante l’assemblea Capitolina è una delle pagine più tristi della storia della città. Parliamo di Farmacap, l’azienda speciale che racchiude le farmacie di Roma Capitale, […]

La vergogna della giunta Raggi su Farmacap

Maggio 5, 2021 0 Comments by Giovanni in Election Uncategorized

Quello che è successo oggi durante l’assemblea Capitolina è una delle pagine più tristi della storia della città.


Parliamo di Farmacap, l’azienda speciale che racchiude le farmacie di Roma Capitale, dei servizi sociali che erogano spesso e volentieri nei luoghi più fragili della città dove l’interesse è la centralità della persona, le sue esigenze, il servizio e non il profitto.
Davanti al Campidoglio le lavoratrici e i lavoratori in sciopero chiedono alla giunta #Raggi risposte che, ormai da troppo tempo, risponde con assenze e silenzi costanti.


Su Farmacap, su Ipa, su Roma Metropolitane, sulle aziende capitoline in generale, la soluzione della amministrazione M5S è lo smantellamento delle società, l’induzione al fallimento.
L’indirizzo dell’Assemblea Capitolina, al contrario, era stato chiaro: la messa in sicurezza e il rilancio, non lo scorporamento, non il fallimento. Era stato richiesto un piano programmatico, la nomina dei vertici aziendali e del collegio dei revisori, ma niente di tutto questo è stato fatto. In 4 anni si è ridotta la produzione per 11 milioni di euro, frutto anche di un management individuato dalla giunta assolutamente non all’altezza della sfida.


Oggi, davanti la Sindaca Virginia Raggi e il fallimento della sua giunta, tutti i dirigenti di Farmacap si sono dimessi parlando di inerzia del socio unico, e quindi di Roma Capitale. Inerzia che senza risposte concrete determinerà il fallimento.
E’ la certificazione che le promesse elettorali durano il tempo della campagna, poi però arriva il tempo del governo e quello che emerge è il fallimento di una giunta incapace, con l’amarezza del “ve l’avevamo detto” e la rabbia dei lavoratori che, per primi, pagano le conseguenze di questa incertezza.


Abbiamo terminato l’Assemblea alle 20.15 e tutti i nostri ordini del giorno sono stati bocciati.
La soluzione proposta? Fondere Farmacap con Zetema (che si occupa di Cultura).
Siamo alle comiche.

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Finalmente. Il mio turno è arrivato. Un po’ prima dei pischelli della mia età perché ho la sfortuna di combattere contro una patologia cronica da un decennio ed è proprio […]

Vaccinato 💪

Maggio 4, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Finalmente.


Il mio turno è arrivato. Un po’ prima dei pischelli della mia età perché ho la sfortuna di combattere contro una patologia cronica da un decennio ed è proprio per via di questa “famosa” comorbidità che rientro nelle categorie con esenzione.


Ringrazio per questo la Regione Lazio, l’immenso lavoro di Alessio D’amato e del Presidente Nicola Zingaretti.
Sono molto emozionato, non lo nascondo, e se posso dare un consiglio vi dico: fatelo! Scegliete di farlo, perché vaccinarsi è l’unico vero antidoto per uscire dal buio in cui questa pandemia ci ha trascinato.

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La mia richiesta per avere nuove fermate nel percorso del bus S15 E’ fondamentale ascoltare le richieste degli studenti, dei lavoratori e aggiungere con urgenza nuove fermate nel percorso del […]

Dobbiamo garantire il Diritto alla mobilità

Maggio 3, 2021 0 Comments by Giovanni in News

La mia richiesta per avere nuove fermate nel percorso del bus S15

E’ fondamentale ascoltare le richieste degli studenti, dei lavoratori e aggiungere con urgenza nuove fermate nel percorso del bus S15, una delle nuove linee istituite nel mese scorso, che attualmente ferma solo alla stazione di Acilia.

Ho inviato una lettera a Roma Servizi per la Mobilita, chiedendo di inserire le fermate in prossimità delle stazioni della Ferrovia Roma Lido di Casal Bernocchi, Vitinia e Tor di Valle e nel territorio di Giardino di Roma. La linea bus S15 collega centro e periferia con i nodi di scambio e in supporto dei servizi Cotral ed Atac.

Oltre a permettere la raggiungibilità di diversi Istituti Superiori in zona Eur, e l’Università degli Studi di Roma Tre, la linea S15 risulta strategica anche per altre tipologie di pendolari vista la vicinanza di uffici rilevanti quali Poste, Inps, Inail e Dipartimenti di Roma Capitale.

Le nuove disposizioni nazionali contemplate dal “Decreto Riaperture” impongono un ulteriore sforzo e attenzione sugli spostamenti della cittadinanza: a seguito della graduale riapertura delle scuole, crescerà infatti in numero esponenziale il numero di studenti che utilizzerà il servizio pubblico per raggiungere i plessi scolastici, e senza considerare che, ad oggi, non è stata contemplata alcuna pianificazione in merito ad ingressi differiti.

Una ulteriore aggravante è rappresentata dalla situazione del quadrante Giardino di Roma che, pur comprendendo circa dodicimila abitanti, risulta quasi isolata dal trasporto pubblico essendo ad oggi esclusa dal tratto ferroviario, con estremi difficoltà di accessibilità alla fermata del trasporto su gomma nei pressi della Stazione di Vitinia, situata nella via Ostiense.

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Il lavoro è riscatto e dignità. La pandemia ha colpito e ahimè continuerà a farlo, tantissime lavoratrici e lavoratori. Donne e uomini, giovani e non, che attraverseranno un periodo di […]

Buon 1 maggio!

Maggio 1, 2021 0 Comments by Giovanni in News

Il lavoro è riscatto e dignità.


La pandemia ha colpito e ahimè continuerà a farlo, tantissime lavoratrici e lavoratori. Donne e uomini, giovani e non, che attraverseranno un periodo di fragilità e sofferenza ancora più marcato.
Nel 2015, finita l’esperienza municipale, chiuso il locale, mi trovavo senza lavoro. Angoscia, sofferenza e solitudine sono gabbie attraverso le quali vedi molto lontana l’uscita dal tunnel. In pochi restano, tanti evaporano magicamente. Soprattutto nella comunità politica.


Oggi, Primo Maggio, festeggio il lavoro, le lavoratrici e i lavoratori, ma soprattutto sento di dedicarlo a chi lotta con le angosce, le sofferenze e la solitudine.
E dalla loro parte sento di dover stare.


Buon 1 Maggio di speranza e lotta!

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