Stazione Roma Trastevere: il cantiere che unisce la città
Con la Commissione Mobilità, abbiamo effettuato un sopralluogo al cantiere della nuova Stazione di Roma Trastevere, insieme ai tecnici del Dipartimento Mobilità e di RFI.
È uno degli interventi più significativi in corso nella città: un progetto che non solo migliorerà l’accessibilità della stazione, ma che finalmente ricuce due quartieri storici – Marconi e Gianicolense – divisi da troppo tempo dalla ferrovia.
Grazie a un nuovo accesso sul lato Marconi-Portuense, con sottopasso pedonale, percorsi ciclopedonali e carrabili, stalli Kiss & Ride e aree per persone con mobilità ridotta, sarà più facile e sostenibile raggiungere la stazione.
Questo intervento rafforza il ruolo delle stazioni come hub urbani, al centro della vita di quartiere, nella città dei 15 minuti. Dopo la riqualificazione di piazzale Flavio Biondo, la trasformazione della stazione in nodo strategico della mobilità romana prosegue.
I lavori, finanziati da RFI con 10,5 milioni di euro, termineranno tra settembre e ottobre 2026.
Roma si trasforma ogni giorno: più connessa, più accessibile, più sostenibile. Una città che investe sul futuro e sulla qualità della vita.
Roma si rigenera: inaugurato il Parco Fluviale d’Affaccio a Ostia Antica
Il 17 maggio abbiamo inaugurato il Parco Fluviale d’Affaccio di Ostia Antica, un passo importante che racconta la Roma che cambia, con visione, coraggio e amore per il territorio.
Questo nuovo spazio verde non è solo un’area da attraversare o da ammirare, ma la dimostrazione concreta di un’idea di città che mette al centro responsabilità ambientale, inclusione e bellezza. Il sindaco Gualtieri e l’assessora Alfonsi stanno costruendo giorno dopo giorno questa visione con determinazione e strategia, restituendo il Tevere a tutti i romani: accessibile, curato e integrato nel tessuto urbano e naturale.
E quale luogo migliore se non Ostia Antica, la “Porta di Roma”? Qui, storia millenaria, archeologia e natura convivono in un equilibrio unico al mondo. Questo parco arricchisce l’offerta culturale e ambientale del Municipio X e valorizza il Parco Archeologico di Ostia come modello di tutela della biodiversità.
Il percorso naturalistico che parte dal Castello di Giulio II e attraversa la campagna per arrivare all’affaccio sul Tevere invita a una mobilità dolce, rispettosa dell’ambiente e dei suoi ritmi. È un’alternativa consapevole dove si cammina, si ascolta la natura e la si vive davvero.
Oltre 300 alberi nuovi e più di 550 piante aromatiche e ornamentali – rose, alloro, lavanda, salvia, rosmarino – arricchiscono un ecosistema già rigoglioso, creando nuovi habitat per la fauna fluviale. Il nuovo pontile, collegando Ostia Antica a Ponte Marconi, trasforma il fiume in un luogo di incontro, cultura e bellezza.
Questo è il futuro che vogliamo: una Roma che si rigenera partendo dalla sua storia, dal suo ambiente e dalle persone che la abitano. Una città viva, che guarda avanti senza dimenticare chi è e da dove viene.
Addio a Teresa Vergalli, maestra di memoria e testimone di libertà
«C’è bisogno di riconoscere quello che ancora di fascismo c’è nella nostra vita. Quando si sente qualcuno incitare all’odio, quando si discrimina, c’è fascismo». Con queste parole Teresa Vergalli, staffetta partigiana, maestra e testimone instancabile della libertà, ci ha lasciato a 98 anni.
Teresa ha scelto Roma come casa, e in particolare il quartiere di Cinecittà-Don Bosco, dove ha vissuto e lavorato per decenni. In quelle strade, tra quelle scuole, ha trasformato l’esperienza della Resistenza in un’eredità viva, concreta e quotidiana.
Alla scuola “Don Paolo Albera”, dove ha insegnato per più di vent’anni, Teresa ha promosso un’educazione fondata sui valori della democrazia, della solidarietà e della libertà. Grazie a lei, intere generazioni di giovani hanno imparato a essere cittadini consapevoli e liberi.
Chiamarla “maestra di memoria” non è solo un omaggio, ma la definizione più giusta per chi ha saputo portare la storia dentro il presente. La sua voce continuerà a risuonare nelle aule, nei circoli culturali, nei cuori di chi ha avuto la fortuna di ascoltarla.
A nome mio personale, esprimo profondo cordoglio e gratitudine per Teresa Vergalli.
Ci lascia un’eredità importante: la responsabilità di custodire la memoria e di continuare a lottare, ogni giorno, per una società libera, inclusiva e antifascista.
Roma al centro del dibattito europeo sulla mobilità
Il 14 e 15 maggio, Roma ha ospitato il Leader Summit e il Political Group di POLIS Network, la rete europea che riunisce città e regioni impegnate a innovare il trasporto urbano.
È stato un onore rappresentare la nostra Capitale in un contesto internazionale così importante, che ci ha offerto la possibilità di confrontarci con realtà europee all’avanguardia.
Raccontare il lavoro che stiamo portando avanti non è semplice, perché spesso il confronto con altre città ci ricorda quanto sia ancora impegnativo il nostro cammino.
Ma Roma oggi è una città che prova, con coraggio, a tenere insieme la sua storia millenaria e l’urgenza di trasformarsi in una città moderna, sostenibile e accessibile.
Nel mio intervento ho parlato della governance e delle risorse che ancora mancano alla Capitale, del ruolo fondamentale che l’Europa deve avere come alleato, della mobilità sostenibile e del trasporto pubblico, della sicurezza stradale e dell’accessibilità universale come diritto irrinunciabile per tutte e tutti.
Roma non è perfetta, e non lo sarà domani.
Ma il percorso è iniziato, e lo stiamo facendo con le persone, non contro le persone, con visione, pragmatismo e passione.
Una città che funziona è importante, ma una città giusta ed equa lo è ancora di più. Ed è proprio a questo che vogliamo arrivare.
Via Rugantino: una strada scolastica, un quartiere che cambia passo
Il 13 maggio abbiamo inaugurato una nuova strada scolastica in via Rugantino, nel cuore del VII Municipio. Una strada chiusa al traffico negli orari di entrata e uscita da scuola, dove al posto delle auto – almeno per qualche ora – ci sono stati bambini, musica, genitori, giochi, biciclette. Vita.
È stato un momento bello, vero, partecipato. Con le istituzioni, il comitato di quartiere, le associazioni e tantissimi genitori. Abbiamo festeggiato un passaggio concreto verso un quartiere più sicuro, più pulito, più a misura di chi ogni mattina attraversa quella strada per andare a scuola.
Le strade scolastiche non sono solo una soluzione tecnica: sono un’idea diversa di città. Riducono traffico, rumore e inquinamento proprio lì dove i nostri figli e le nostre figlie passano ogni giorno. E restituiscono uno spazio che spesso è occupato da auto in sosta o in coda, a chi ha il diritto di viverlo in sicurezza.
Sembra una cosa normale, ma non lo è ancora. In Italia ogni giorno un bambino rischia di essere coinvolto in un incidente stradale. E l’aria che respiriamo, specie nei pressi delle scuole, non è quella che vorremmo per loro.
Proprio in questi giorni è partita una nuova edizione di Streets for Kids, una mobilitazione europea che coinvolge migliaia di bambine e bambini per chiedere strade scolastiche, zone 30, più spazio per la mobilità dolce. E il report di Clean Cities lo conferma: Roma è ancora indietro. Solo 16ª in Europa per numero di strade scolastiche, con tanto lavoro da fare su ciclabilità e sicurezza urbana.
Ma oggi, in via Rugantino, un passo avanti l’abbiamo fatto.
E come Presidente della Commissione Mobilità continuerò a spingere perché questo modello si allarghi, si moltiplichi, diventi la norma.
Perché le città sicure per i bambini sono le città migliori per tutte e tutti.
Roma riparte in taxi. Consegnate le prime nuove licenze dopo 20 anni
Il 9 maggio, in Campidoglio, abbiamo consegnato le prime 10 licenze taxi del nuovo bando. Un passaggio simbolico ma molto concreto: dopo quasi vent’anni, Roma torna ad aumentare il numero di taxi in circolazione. E non è che l’inizio.
Nei prossimi mesi vedremo fino a 1.000 nuove vetture sulle strade della città, con oltre 500 turnazioni integrative già attive. Questo vuol dire +20% di servizio, più auto disponibili anche di notte, e meno attese per chi ogni giorno si muove a Roma, vive a Roma, lavora a Roma.
Una novità importante anche per l’accessibilità: 200 di queste nuove licenze saranno dedicate a veicoli universalmente accessibili. Una scelta precisa, su cui ci siamo spesi con forza e convinzione nell’Osservatorio sulla Mobilità per le persone con disabilità. Un impegno che oggi diventa realtà.
Più taxi, più accessibilità, più presenza sul territorio: non è solo un aggiornamento del servizio. È l’idea di una città che cambia passo.
Una mobilità che non rincorre i problemi, ma comincia finalmente ad anticiparli.
Una mobilità che prova a mettere al centro davvero tutte e tutti.
Roma riparte anche da qui.
Leone XIV: un nuovo Papa, un messaggio di pace
Abbiamo un nuovo Papa. Si chiama Leone XIV, al secolo Francis Robert Prevost, e le sue prime parole sono state un segno chiaro della direzione che intende seguire:
«Vorrei che la pace raggiungesse le vostre famiglie, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi. Una pace disarmata, disarmante, umile. Dio ci ama tutti, incondizionatamente.»
E ancora:
«Aiutateci a costruire ponti, con il dialogo, per essere sempre in pace.»
Parole semplici, ma potentissime. In un mondo attraversato dalla guerra, dall’odio, dal dolore – come quello che oggi vediamo a Gaza – il richiamo alla pace suona come un atto di coraggio, un gesto di resistenza morale.
Non si tratta solo di buoni propositi. È una chiamata all’azione, un invito a cambiare rotta, a credere che un’altra strada sia possibile: quella del dialogo, della fraternità, del disarmo.
Mi auguro che il pontificato di Leone XIV continui il solco tracciato da Papa Francesco, fatto di gesti concreti, parole di verità e attenzione agli ultimi. Perché in tempi come questi, servono voci che indichino una speranza, non come illusione, ma come scelta quotidiana.
Che il nuovo Papa possa essere davvero costruttore di ponti, tra le persone, tra le fedi, tra i popoli. Ne abbiamo un disperato bisogno.
Costruttori di uguaglianza: accessibilità e mobilità per tutte e tutti
Il 29 aprile, in Campidoglio, si è svolto Vol.A in Rete, un evento promosso dal Forum del Terzo Settore e da CSV Lazio, dedicato a un tema fondamentale: costruire una società più giusta, inclusiva, accessibile.
Ho avuto il piacere e l’onore di intervenire nel panel “Vivere all’interno della società”, portando l’esperienza di chi ogni giorno, nelle istituzioni, lavora per una mobilità che sia davvero per tutte e tutti.
Come Presidente della Commissione Mobilità e dell’Osservatorio della Mobilità per le persone con disabilità, ho messo al centro del mio intervento una parola chiave: accessibilità. Non come concetto astratto, ma come criterio concreto che deve guidare ogni scelta pubblica.
Tra le azioni più significative che abbiamo messo in campo, c’è la decisione di riservare il 20% delle nuove licenze taxi a vetture accessibili. Una scelta chiara, che va nella direzione di un trasporto pubblico non di linea più giusto e inclusivo.
Abbiamo parlato anche di infrastrutture, autobus, tram e metro di nuova generazione: tutti progetti pensati per rispondere ai bisogni reali delle persone, nessuno escluso.
Sappiamo bene che Roma ha ancora molto da recuperare. Non solo in termini materiali – marciapiedi, ascensori, fermate accessibili – ma anche culturali. Superare le barriere non è solo un tema tecnico, è una sfida sociale.
Eventi come Vol.A in Rete ci ricordano una cosa importante: l’autonomia non è un privilegio, è un diritto. E garantire accessibilità significa garantire libertà di movimento, partecipazione, cittadinanza.
Grazie a tutte le realtà che ogni giorno lavorano su questi temi con passione e competenza.
Il percorso è lungo, ma la direzione è chiara.
Continuiamo a camminare insieme, passo dopo passo.
L’Amendola-Guttuso cambia volto: più confortevole, sostenibile e bella
Ad Ostia, in X Municipio, l’Istituto Amendola-Guttuso sta cambiando volto grazie a un investimento concreto e atteso da tempo.
Con 2,5 milioni di euro — il primo intervento del più ampio programma da 400 milioni del CIS Roma con fondi europei — grazie alla stretta collaborazione con il Municipio X, la nostra amministrazione sta riqualificando uno degli edifici scolastici più importanti del territorio. I lavori, iniziati lo scorso novembre, sono già al 60% e l’obiettivo è concludere entro Natale 2025.
Finora sono stati sostituiti infissi e corpi illuminanti, installata la nuova linea termica, isolati tetto e pareti. Nei prossimi mesi arriveranno anche i pannelli fotovoltaici e il solare termico. Il tutto garantendo a bambini e bambine un ambiente sicuro anche durante il cantiere.
Riqualificare una scuola non è solo fare manutenzione: significa investire nella qualità della vita delle bambine e dei bambini, nel diritto allo studio e in un futuro più giusto e sostenibile per tutte e tutti.
L’Amendola è uno dei tanti interventi previsti sul X Municipio: stiamo lavorando per rendere ogni plesso scolastico un punto di forza, un hub di comunità del quartiere.
Il nostro impegno continua. Passo dopo passo, scuola dopo scuola.
Ci ha lasciato Papa Francesco: un uomo di pace e speranza
Papa Francesco ci ha lasciato, ma la sua eredità e il suo messaggio continueranno a vivere nei cuori di chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo e seguirlo. In un’epoca segnata da conflitti e divisioni, il Papa argentino è stato un gigante della nostra era, capace di rivolgersi al mondo con la semplicità e la forza dell’amore, della giustizia e della pace.
Papa Francesco è stato il Papa dei più fragili, degli ultimi, degli emarginati e dei dimenticati. Con la sua instancabile dedizione, ha sempre cercato di essere vicino a chi soffre, portando in ogni sua parola e azione il messaggio di un’umanità più giusta, più accogliente, più unita.
Ho avuto l’onore di incontrarlo due volte in Campidoglio, e ricordo ancora con chiarezza le sue parole, che resteranno per sempre scolpite nella mia memoria. Durante la sua prima visita, disse: “Roma è la città dei ponti, mai dei muri.” Un messaggio potentissimo, che ci ricordava il vero senso del nostro ruolo come rappresentanti delle istituzioni: essere al servizio di chi ha più bisogno, di chi vive ai margini, di chi rischia di essere dimenticato.
La visione di Papa Francesco sulla Chiesa è stata rivoluzionaria. Ha parlato di una Chiesa come ospedale da campo, “povera per i poveri”, aperta e accogliente per tutti, che ha superato le convenzioni e le tradizioni per mettere al centro i valori della solidarietà, della fraternità e dell’amore verso gli ultimi. La sua visione ha toccato anche la questione ambientale, con l’enciclica Laudato Si’, che ha fatto della cura della nostra “casa comune” un tema di rilevanza globale, invitando tutti, credenti e non, a condividere la responsabilità di proteggerla.
Papa Francesco è stato una voce costante a favore dei migranti, dei detenuti, di chi vive nell’emarginazione, e queste tematiche sono diventate pilastri del suo pontificato, segnando profondamente la sua storia.
Oggi, il mondo e Roma piangono la sua perdita, ma allo stesso tempo custodiscono l’insegnamento di un uomo che ci ha indicato la strada giusta da percorrere, quella della giustizia, della pace e dell’amore universale. La sua lezione di umanità non verrà dimenticata. Anzi, continuerà a guidarci, a ricordarci che il nostro impegno verso gli altri, verso chi soffre, è la vera strada verso un mondo migliore.