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La forza della fragilità: è iniziato il Fragile Festival 2025

La forza della fragilità: è iniziato il Fragile Festival 2025

Ottobre 23, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

Al Borghetto di Ostia Antica, ha preso ufficialmente il via il Fragile Festival 2025 con una giornata che è stata molto più di un’inaugurazione. Il Fragile Kids Fragile Party ha animato uno degli spazi più suggestivi del territorio con laboratori creativi, letture in Braille, concerti, visite guidate, un grande pic nic condiviso, spettacoli teatrali e la mostra fotografico-mitologica “Ex Archès”, ideata e realizzata da Adriano Venditti.

Un debutto che racchiude perfettamente il senso profondo di questo festival: celebrare ciò che spesso la società chiede di nascondere, riconoscendo il valore della fragilità.

Il programma andrà avanti fino al 26 novembre, con un ricco calendario di spettacoli, laboratori, incontri, mostre e concerti. Un percorso culturale che attraversa Roma e Ostia per mettere al centro le persone, le loro storie e quella parte di loro che, troppo spesso, rimane ai margini del racconto pubblico.

Perché essere fragili significa essere umani. È proprio dalla fragilità che possono nascere arte, bellezza, comunità.
Riconoscere i propri limiti non è un segno di debolezza, ma un gesto di forza: significa accettarsi, aprirsi agli altri, trasformare la vulnerabilità in energia condivisa.

Il Fragile Festival ci invita a farlo attraverso il linguaggio del teatro e della cultura. Ci chiede di ascoltare senza filtri, di guardarci senza etichette, di incontrarci nella nostra autenticità.

Un viaggio che parla a tutte e tutti, e che ci ricorda che non c’è nulla di più potente della capacità di trasformare ciò che ci rende fragili in un ponte verso l’altro.

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Riequilibrare la mobilità: Roma vuole essere veloce, sostenibile e inclusiva

Riequilibrare la mobilità: Roma vuole essere veloce, sostenibile e inclusiva

Ottobre 15, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

La manifestazione per una mobilità nuova, equa e rispettosa ha lasciato dietro di sé un messaggio potente e inequivocabile: Roma deve cambiare passo.
Da Parco Schuster al Ponte della Musica, una lunga pedalata ha raccontato un’idea diversa di città, più libera, più sicura, più umana.

La mobilità sostenibile non è solo una scelta ambientale, ma una questione di sicurezza, salute pubblica ed equità sociale.
I numeri degli incidenti stradali a Roma parlano da soli: servono investimenti decisi e continui per proteggere le persone e rendere la città più vivibile.

Limitare l’uso dell’auto privata non è un’eresia, ma un atto di responsabilità verso Roma e verso chi la abita ogni giorno.
Non si tratta di togliere libertà, ma di restituirla:
a chi resta bloccato nel traffico,
a chi non possiede un’auto,
a chi cammina o pedala su strade che troppo spesso non sono pensate per le persone.

Le strade di Roma sono ancora dominate dalle automobili, e questo è sotto gli occhi di tutti.
Per questo, come amministrazione, ci stiamo assumendo la responsabilità di cambiare davvero, investendo in infrastrutture che riducono traffico e inquinamento e offrendo modalità di spostamento moderne, sicure e accessibili.

Piste ciclabili, percorsi pedonali, tram, autobus, sistemi di sharing integrati: strumenti diversi, ma parte della stessa visione.
Una mobilità che funzioni per tutte e per tutti, che ridia equilibrio allo spazio pubblico e metta le persone al centro.

Non è una battaglia contro le auto.
È un impegno per una città che respiri, che si muova meglio, che sia più giusta e più moderna.
Un cambiamento che, però, deve andare di pari passo con un trasporto pubblico più efficiente e competitivo, capace di offrire a tutti un’alternativa reale.

Le scelte devono essere condivise, costruite insieme ai cittadini e ai territori, ma la direzione è tracciata e non possiamo continuare a rimandare per paura delle resistenze del momento.

Il futuro di Roma passa anche da qui:
da una mobilità che non divida, ma unisca.

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Non è disagio abitativo, è fascismo!

Non è disagio abitativo, è fascismo!

Ottobre 15, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

Sabato 4 ottobre, nel quartiere Esquilino, Roma ha rivissuto una delle sue pagine peggiori.
Un gruppo di circa trenta persone, armate di caschi, bastoni e spranghe, ha fatto irruzione nel Bar allo Statuto, aggredendo alcuni manifestanti pro-Palestina di ritorno dal corteo. Cori fascisti, violenza, panico tra famiglie e passanti. Tutto questo a due passi dal palazzo occupato da CasaPound.

Un episodio grave, ma purtroppo non isolato. È il frutto di anni in cui un movimento neofascista come CasaPound ha potuto agire indisturbato, alimentando odio e violenza nel cuore della Capitale. Quel palazzo di via Napoleone III non è, come qualcuno prova ancora a raccontare, un simbolo di disagio abitativo.
È una sede illegale di un gruppo che si richiama apertamente al fascismo, che diffonde odio e che sabato sera ha mostrato, ancora una volta, la sua vera natura.

E mentre Roma assiste all’ennesima aggressione, il governo resta a guardare.
Un governo che definire “amico” di certi ambienti non è un’esagerazione, ma una constatazione: da anni promette lo sgombero di CasaPound, ma continua a rinviare, temporeggiare, trovare scuse. Il ministro Piantedosi ha dichiarato che “il momento dello sgombero si sta avvicinando”. Lo aveva detto anche mesi fa. Intanto, il palazzo resta occupato, e i suoi occupanti continuano a fare propaganda e violenza impunemente.

Io questa vicenda la conosco bene.
La richiesta di sgomberare CasaPound fu il mio primo atto da consigliere capitolino, nel 2019: una mozione a mia prima firma, approvata in Aula, che all’epoca mi costò insulti, minacce e diffamazioni, ma che rivendico con orgoglio.
Perché l’antifascismo non è un ricordo del passato: è un valore fondante della nostra città, scritto nella sua storia e nella sua Costituzione.

Oggi, di fronte a episodi come quello dell’Esquilino, la destra prova a coprire le proprie responsabilità con il solito copione del vittimismo. Si presenta come bersaglio, mentre da anni alimenta rancore, divisione e paura.
Ma i fatti parlano chiaro: CasaPound non è folklore, non è una “voce di protesta”, non è un problema sociale da normalizzare. È un pericolo reale.

Servono più coraggio e responsabilità.
Perché combattere il fascismo non è un’opzione: è un dovere politico, civile e morale.
E su questo non ci possono essere deroghe.

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La forza della solidarietà: Roma scende in piazza per la Palestina

La forza della solidarietà: Roma scende in piazza per la Palestina

Ottobre 7, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

Domenica mattina, a Ostia, sfidando le previsioni meteo, siamo tornati in piazza per la Palestina.
Un corteo vivo, partecipato, pieno di volti e storie. Tra loro, molte compagne e compagni di sempre — persone con cui, fin dai tempi del liceo, ho imparato una lezione che non smette mai di essere attuale: l’indifferenza è il terreno fertile in cui prospera l’ingiustizia.

Ritrovarli ancora una volta accanto alla sofferenza del popolo palestinese è stato un momento di profonda condivisione e di memoria collettiva.

La mobilitazione di Ostia si inserisce in un’onda lunga che in questi giorni ha attraversato Roma e tante altre città italiane. Non è stata una protesta rituale, ma una manifestazione autentica, nata dal basso e animata da migliaia di persone che non accettano che il massacro di innocenti prosegua nel silenzio complice dei governi e sotto il peso di interessi economici che lo alimentano.

Questa partecipazione è insieme rabbia e speranza. È la voce di chi, da terra, si unisce alla forza della Global Sumud Flotilla, che arresti e sequestri illegittimi non riescono a fermare.
È la voce di chi crede nella solidarietà tra i popoli, e che, mentre si moltiplicano analisi e letture delle piazze, mantiene lo sguardo fisso su Gaza, dove ogni giorno continuano a consumarsi atrocità che non possiamo accettare come normalità.

In mezzo a questa marea umana ho sentito, più forte che mai, il legame tra l’impegno politico di oggi e quello che ho vissuto nel 2005, nel campo di lavoro in Palestina durante lo sgombero della Striscia di Gaza.
La preoccupazione per i bambini, gli attivisti, i volontari e le famiglie conosciute allora è ancora viva. Ed è proprio quella memoria che mi ha spinto, senza esitazione, a unirmi alle migliaia di persone che in questi giorni chiedono al governo il cessate il fuoco immediato, la fine dell’assedio e una soluzione di pace definitiva fondata sul riconoscimento di due Stati.

Perché quello che queste mobilitazioni stanno dimostrando è chiaro:
schierarsi contro l’ingiustizia è un dovere collettivo.
E la politica, quella vera, resta l’unico strumento concreto che abbiamo per cambiare davvero le cose.

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Tangenziale Est, dal 6 ottobre al 7 dicembre stop ai tram per i lavori Anas

Tangenziale Est, dal 6 ottobre al 7 dicembre stop ai tram per i lavori Anas

Ottobre 7, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

È stato presentato in Campidoglio, insieme all’Assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, all’Assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini e al Direttore Generale di Atac Paolo Aielli, il piano legato ai lavori Anas sulla Tangenziale Est e alla conseguente sospensione temporanea del servizio tranviario.

Il cantiere, dal valore di 600 mila euro, rientra in un più ampio intervento giubilare da 14 milioni di euro e riguarda il tratto compreso tra via Prenestina e viale dello Scalo San Lorenzo.
I lavori prevedono il ripristino delle parti in calcestruzzo, la sostituzione dei pluviali e verniciature protettive su travi e pilastri.
Si tratta di opere complesse, in parte anche notturne, che interferiscono con la rete elettrica dei tram, rendendo impossibile il normale esercizio del servizio.

Per questo, dal 6 ottobre al 7 dicembre, tutte le sei linee tranviarie di Roma saranno temporaneamente sospese.
Ma le alternative non mancheranno:

  • saranno attivi bus sostitutivi gratuiti sulle linee 2, 3, 5, 8, 14 e 19, con corse potenziate (+80% sulla linea 3, +155% sulla linea 8, +32% sulla linea 2);
  • lo stop dei tram sarà anche l’occasione per anticipare lavori di ammodernamento — come il rinnovo dei binari e degli scambi — in più punti della città, così da ridurre future interruzioni e consegnare infrastrutture più moderne, sicure ed efficienti.

La gratuità dei bus sostitutivi non rappresenta solo un modo per compensare i disagi, ma anche un incentivo concreto all’uso del trasporto pubblico, dimostrando come possa essere un’alternativa rapida e competitiva rispetto all’auto privata.

Un ringraziamento speciale va alle lavoratrici e ai lavoratori di Atac, che con professionalità e impegno garantiranno un servizio straordinario all’altezza della sfida.

Roma ha bisogno di cure straordinarie per diventare una città più efficiente, sostenibile e moderna.
I disagi temporanei sono parte di un percorso di trasformazione necessario, che porterà in cambio infrastrutture più sicure, servizi più affidabili e una qualità della vita migliore per tutte e tutti.

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Black point di via Nomentana: più sicurezza e più vivibilità

Black point di via Nomentana: più sicurezza e più vivibilità

Ottobre 7, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

L’incrocio tra via Nomentana e via Casale di San Basilio è da anni uno dei punti più critici per la viabilità del quadrante nord-est di Roma. Un tratto di strada dove, troppo spesso, si sono verificati incidenti anche gravi.
Per questo, in questi giorni, abbiamo definito alcune modifiche al progetto di riqualificazione della zona, con l’obiettivo di migliorare sicurezza e vivibilità, tenendo insieme le esigenze di chi vive e attraversa quotidianamente il quartiere.

L’intervento nasce da un confronto continuo con cittadine, cittadini e comitati locali: più volte sono tornato sul posto per ascoltare osservazioni e proposte, e dal dialogo è emersa chiaramente la necessità di rendere il progetto più equilibrato e meno impattante sul territorio.

Grazie al lavoro congiunto dell’Assessorato alla Mobilità, degli uffici tecnici, della Polizia Locale e dei Municipi, siamo riusciti a trovare un punto di equilibrio tra la messa in sicurezza degli incroci più pericolosi e una circolazione più fluida, evitando di scaricare il traffico sulle strade interne dei quartieri.

Le modifiche previste, tra cui la revisione della segnaletica e dei semafori e l’inserimento di cordoli fisici su via Nomentana, renderanno l’area più sicura e contribuiranno concretamente a ridurre il rischio di incidentalità.

È un intervento che potrà salvare vite e migliorare la qualità della vita di chi abita e lavora in questa zona.
Un passo avanti importante, frutto del dialogo e della collaborazione tra istituzioni e comunità locali.

Perché la sicurezza stradale non è solo una priorità: è un impegno condiviso, che cresce quando viene costruito insieme alle persone.

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Il piano Trump per Gaza: una farsa che umilia i diritti dei palestinesi

Il piano Trump per Gaza: una farsa che umilia i diritti dei palestinesi

Ottobre 1, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

Il cosiddetto “comitato post-bellico” proposto da Trump non ha nulla a che vedere con la pace. È un progetto coloniale: esclude le autorità palestinesi, ignora la Cisgiordania, legittima la potenza occupante e affida a Tony Blair un ruolo di garante. Blair, che insieme a Bush ha devastato il Medio Oriente, viene oggi riproposto come architetto di stabilità. Un paradosso che svela la natura reale di questo piano.

Si parla di “pace” ma al tavolo siede Netanyahu, che nega apertamente la possibilità di uno Stato palestinese. Si definiscono ostaggi solo gli israeliani, mentre migliaia di palestinesi, compresi minori detenuti senza processo, vengono liquidati come “prigionieri”. È un linguaggio che distorce la realtà e calpesta la dignità di un popolo sotto occupazione e genocidio.

Eppure la pace nasce solo dal dialogo e dal coraggio politico. Una volta c’erano Arafat e Rabin: leader che rappresentavano l’idea che due popoli potessero riconoscersi e vivere fianco a fianco. Oggi invece assistiamo a un processo che cancella il dialogo, sostituendolo con un comitato di potenze esterne che nega la voce dei palestinesi e rafforza l’occupazione.

Grave anche la posizione del nostro governo, che riduce tutto a “Hamas ha iniziato la guerra il 7 ottobre”, cancellando decenni di occupazione illegale, apartheid e violazioni dei diritti umani. Un racconto parziale che non solo ignora la verità storica, ma legittima l’ingiustizia in corso.

Questo piano non costruisce pace: è l’ennesimo tentativo di imporre dall’esterno un assetto che priva i palestinesi del diritto all’autodeterminazione. È la negazione dei principi di libertà e giustizia che l’Occidente proclama, ma tradisce ogni giorno.

Il popolo palestinese non ha bisogno di bulli né di tutori stranieri: ha diritto alla libertà, alla fine immediata dell’occupazione e alla costruzione di uno Stato sovrano.

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Roma ciclabile: non un sogno, ma una necessità

Roma ciclabile: non un sogno, ma una necessità

Ottobre 1, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

Leggendo l’articolo di Massimiliano Tonelli su Roma Today (“Chi osteggia le ciclabili nel 2025 è paragonabile a un no vax nel 2020”) mi sono tornati in mente i dati sugli incidenti causati dalle auto nella nostra città. Sono drammatici. Le piste ciclabili non sono un vezzo: rappresentano sicurezza, salute e libertà di scelta per chi ogni giorno si sposta in città.

L’auto come mito e le sue conseguenze

Roma continua a scontare il peso di un modello culturale che ha visto l’automobile come unico mezzo di trasporto possibile. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: traffico congestionato, inquinamento e pericolosità sulle strade.

Eppure, i dati del Rapporto Annuale sulla Mobilità mostrano chiaramente che quando aumentano le alternative all’uso dell’auto privata – bici, metropolitana, autobus, sharing – la città respira meglio e funziona meglio.

Investire sulla ciclabilità significa investire sulla salute

Strumenti come il BiciPlan, il GRAB (il Grande Raccordo Anulare delle Bici) e le infrastrutture ciclabili ben collegate non sono “comodità”, ma investimenti in salute e giustizia sociale. Rendere sicuro e accessibile l’uso della bici significa garantire democrazia urbana: chi non può o non vuole usare l’auto deve avere le stesse opportunità di muoversi in modo sicuro e dignitoso.

Una città che si cura da sola

Una Roma ciclabile e intermodale non è un progetto elitario, al contrario: è una risposta concreta ai problemi quotidiani. Significa ridurre lo smog nelle giornate critiche, alleviare la congestione del traffico, rendere più sicuri gli spazi davanti alle scuole e restituire vivibilità ai quartieri periferici.

Le ciclabili, in altre parole, salvano vite.

Non più un’alternativa, ma la soluzione

Roma ciclabile sarà una vittoria collettiva. Non c’è “fare la spesa” o “accompagnare i bambini a scuola” che possa essere contrapposto a questo obiettivo: la mobilità sostenibile è parte della soluzione, non del problema.

Una città che investe sulla bici investe sul proprio futuro.

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Rapporto Annuale sulla Mobilità 2025: tra sfide e innovazione

Rapporto Annuale sulla Mobilità 2025: tra sfide e innovazione

Ottobre 1, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

Si è tenuta il 24 settembre, nello spazio suggestivo dello Stadio di Domiziano, la presentazione del Rapporto Annuale sulla Mobilità di Roma 2024, a cura di Roma Servizi per la Mobilità. Un documento ricco di dati e analisi che non si limita a fotografare la situazione attuale, ma diventa uno strumento fondamentale per pianificare le politiche pubbliche e comprendere come stia cambiando il modo di spostarsi in una città vasta e complessa come Roma.

I numeri: troppe auto e incidenti

I dati evidenziano un quadro chiaro: nella Capitale circolano ancora 1,8 milioni di automobili e il numero di incidenti rimane elevato. Una situazione che conferma l’urgenza di una rivoluzione culturale nella mobilità, capace di ridurre la dipendenza dall’auto privata e aumentare la sicurezza stradale.

I segnali di cambiamento

Accanto alle criticità, il Rapporto mostra anche progressi concreti. Negli ultimi anni si è registrata:

  • una maggiore efficienza del trasporto pubblico, con un’attenzione crescente alla sostenibilità ambientale;
  • la crescita costante della sharing mobility, ormai parte integrante delle abitudini di spostamento dei romani;
  • primi risultati positivi sulla sicurezza stradale, grazie a interventi come gli attraversamenti pedonali rialzati e l’estensione delle zone 30 km/h.

Le priorità per il futuro

Per rendere Roma una città più equa e sostenibile sarà decisivo:

  • fidelizzare l’utenza del trasporto pubblico e renderlo sempre più competitivo rispetto all’auto privata;
  • rafforzare le infrastrutture e sviluppare nuove alternative di mobilità;
  • colmare le disuguaglianze tra centro e periferia, garantendo pari opportunità di accesso ai servizi in tutti i municipi.

La sfida del Giubileo

Il Giubileo 2025 rappresenta un banco di prova cruciale: gestire milioni di spostamenti tra residenti e visitatori da tutto il mondo significherà mettere alla prova la capacità organizzativa e innovativa della Capitale.

Una direzione chiara

La strada è tracciata: intermodalità, incentivi alla mobilità sostenibile e un cambiamento culturale che metta al centro le persone.

Roma si muove. E continuerà a farlo in modo intelligente, sicuro e sostenibile.

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L’Assemblea Capitolina torna a Rebibbia: ascolto, dignità, futuro e speranza

L’Assemblea Capitolina torna a Rebibbia: ascolto, dignità, futuro e speranza

Ottobre 1, 2025 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

Il 23 settembre l’Assemblea Capitolina è tornata, dopo oltre vent’anni, a riunirsi all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia. L’ultima volta accadde nel 2002, con il sindaco Walter Veltroni: un segno forte allora, un impegno che oggi vogliamo rinnovare.

Abbiamo scelto di essere presenti non solo simbolicamente, ma con la convinzione che i luoghi della detenzione non siano un mondo a parte, bensì parte integrante della nostra città. Consideriamo gli istituti carcerari come un vero e proprio “sedicesimo municipio”, che deve poter contare sull’impegno concreto dell’amministrazione capitolina.

Parliamo della necessità di realizzare impianti sportivi e palestre, di rafforzare i collegamenti del trasporto pubblico per facilitare le visite dei familiari, di sostenere progetti di lavoro e di formazione, di sviluppare percorsi di reinserimento e di garantire soluzioni abitative per chi non ha una casa o una rete di sostegno. Significa immaginare strumenti concreti che permettano, laddove possibile, di scontare la pena fuori dal carcere, con dignità e responsabilità.

Ma soprattutto, oggi abbiamo raccolto istanze precise, bisogni concreti, domande di futuro. Il nostro compito, come istituzioni, è farcene carico con serietà e responsabilità, perché le persone non si riducono ai reati che hanno commesso né agli errori compiuti: sono storie, percorsi di vita, frammenti di comunità che meritano ascolto e dignità.

Una città giusta, un Paese democratico, non voltano lo sguardo altrove, ma si assumono la responsabilità di accompagnare quelle storie, trasformando le promesse in azioni e i muri in ponti di cittadinanza.

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