Punta Sacra Film Fest: il cinema come riscatto, tra memoria e bellezza
All’Idroscalo, davanti a uno dei tramonti più belli di Roma, si è tenuta una serata speciale. Tantissime persone si sono ritrovate per celebrare la memoria di Claudio Caligari, gigante gentile del cinema italiano, in occasione del Punta Sacra Film Fest. Un festival che sceglie un luogo simbolico per restituire al territorio storie, riflessione, bellezza.
Abbiamo ascoltato le voci dei protagonisti di Non essere cattivo, poi lo abbiamo rivisto insieme, sotto quel cielo che sa di mare e di memoria. Un film duro, potente, emozionante. Rivederlo proprio qui, all’Idroscalo, ha avuto un significato particolare: perché qui la pellicola non è solo arte, ma specchio di realtà, parte di una storia collettiva.
Ostia, e in particolare questo angolo difficile e straordinario, è da sempre un luogo di contrasti: sofferenze sociali, certo, ma anche un’energia autentica, ruvida, vera. Per me, ostiense doc, vivere questa serata è stato emozionante. La lacrima davanti a questo film non manca mai, ma stavolta dentro c’era qualcosa in più: la consapevolezza che la cultura può essere riscatto, che può trasformare le ferite in forza. Perché cultura e cura del territorio sono gli strumenti più forti contro le mafie, contro il degrado, contro l’oblio.
Grazie di cuore a chi rende possibile il Punta Sacra Film Fest, a chi ogni anno porta storie, pensiero politico e partecipazione proprio dove ce n’è più bisogno. E a chi porta le persone: perché la rinascita parte sempre da lì, dalle relazioni vere, dalla comunità che si riconosce e si ritrova.
Ostia è anche questo: una memoria viva, una voglia ostinata di ricominciare, insieme.
E grazie a chi ha condiviso con me questa serata speciale: Massimiliano Smeriglio, Andrea Morelli, Valentina Prodon, Federica Fallacara. Senza i primi due probabilmente tutto questo non sarebbe stato possibile; senza Valentina e Federica l’atmosfera sarebbe stata meno luminosa.
La bella politica, quella che si fa ascoltando, restando, costruendo.
Un nuovo parcheggio a servizio della Metro C: al via il progetto per la stazione Teano
Dopo decenni di attesa, prende finalmente forma un’opera fondamentale per la mobilità del quadrante est della città: il parcheggio di scambio a servizio della stazione Teano della Metro C. Un intervento atteso e necessario, pensato per migliorare l’accesso al trasporto pubblico e alleggerire il traffico di superficie.
Questa mattina, insieme alla Commissione Mobilità, ai tecnici comunali e al Municipio V, abbiamo effettuato un sopralluogo nell’area per approfondire i dettagli del progetto. Il parcheggio prevede 431 posti auto, sarà dotato di sistemi di videosorveglianza e sarà direttamente integrato con il nodo ATAC, in una zona ad alta densità abitativa.
Il progetto non si limita alla sosta: accanto al parcheggio sorgerà anche un parco pubblico con alberature di pregio e un’area giochi per bambinə, pensato per restituire qualità e vivibilità allo spazio urbano. Abbiamo chiesto che sin da subito venga chiarito chi sarà responsabile della manutenzione, affinché quest’area resti curata e fruibile nel tempo.
Per rafforzare l’intermodalità e rendere il parcheggio davvero utile a chi ogni giorno si muove con mezzi diversi, abbiamo proposto di includere aree Kiss&Ride, stalli per il car sharing e spazi dedicati ai taxi.
Nel progetto è inoltre prevista la riqualificazione di via Teano, con la possibilità di allargare i marciapiedi fino a via dell’Acqua Bullicante per migliorare la sicurezza e la percorribilità pedonale.
Un intervento che risponde a esigenze concrete del territorio e che rappresenta un passo in avanti verso una mobilità più ordinata, efficiente, intermodale e realmente vicina ai bisogni delle persone.
Punire chi denuncia un genocidio: “il mondo al contrario”
Dopo quasi due anni di genocidio contro il popolo palestinese, 77 di occupazione e 58 di apartheid, gli Stati Uniti decidono di introdurre delle sanzioni. Ma non contro lo Stato d’Israele, responsabile di queste violazioni. Le sanzioni arrivano contro Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell’ONU sui Territori palestinesi occupati.
(Il 3 luglio ha pubblicato un rapporto dove indica le aziende coinvolte nei crimini a Gaza).
Albanese sta facendo ciò che dovrebbe fare chiunque abbia a cuore il diritto internazionale e la dignità umana: denunciare crimini, chiedere giustizia, difendere i diritti di un popolo sotto attacco. Il suo è un lavoro prezioso, non solo per i palestinesi, ma per chiunque creda in un’idea di umanità e di pace fondata sul rispetto.
Colpirla con sanzioni significa colpire chi dice la verità, mentre si continuano a legittimare i responsabili di una strategia violenta, repressiva, disumana. Una strategia che sta avvenendo sotto gli occhi del mondo, nella quasi totale impunità.
Ancora più grave è l’atteggiamento del nostro governo. Silenzioso, complice, allineato a chi difende l’indifendibile. Francesca Albanese dovrebbe essere un orgoglio per l’Italia. E invece non una parola in sua difesa.
È il risultato di una linea politica che ha scelto di sostenere ciecamente posizioni che ci allontanano ogni giorno di più da qualsiasi credibilità internazionale. E dobbiamo dirlo chiaramente: come opposizione non stiamo facendo abbastanza.
Quando si punisce chi denuncia un genocidio e si premiano i suoi autori, non siamo solo di fronte a un’ingiustizia. Siamo di fronte alla normalizzazione di un mondo rovesciato, dove tutto viene distorto.
E contro questa distopia, dobbiamo avere il coraggio di resistere. E cambiare.
Unire i territori per cambiare davvero la mobilità
Il cambiamento della mobilità a Roma non può partire dall’alto, né essere deciso a porte chiuse. Per questo ho voluto riconvocare mercoledì 9 luglio, al Dipartimento Mobilità, tutte le presidenti e i presidenti delle Commissioni Mobilità dei Municipi. Un momento vero di confronto, partecipato, aperto e concreto.
Abbiamo parlato di sicurezza stradale, di trasporto pubblico locale di superficie, di barriere architettoniche ancora troppo presenti nei nostri quartieri. Ma soprattutto abbiamo condiviso una sfida: costruire obiettivi comuni da raggiungere entro la fine di questo mandato, insieme.
Mettere ordine nella rete del TPL è oggi una priorità. Per farlo servono regole chiare, una visione condivisa, scelte fatte insieme ai territori. È da qui che nasce il lavoro su una delibera quadro, per stabilire criteri trasparenti e finalmente condivisi su come organizzare e potenziare il trasporto pubblico in ogni zona della città.
Vogliamo che il trasporto pubblico sia più efficace, più giusto, più vicino alla vita quotidiana delle persone. E per riuscirci, dobbiamo continuare a camminare insieme: Dipartimento, Commissioni, Municipi, cittadine e cittadini.
Perché le decisioni collettive sono anche quelle più solide e più forti.
Avanti così. Insieme.
Roma ha il suo BiciPlan: un passo avanti per una città più giusta, vivibile e sostenibile
Ieri, 7 luglio, nell’Aula Magna della Facoltà di Architettura di Roma Tre, abbiamo presentato ufficialmente il BiciPlan di Roma Capitale. Un momento importante, condiviso con il Sindaco Roberto Gualtieri, l’Assessore alla Mobilità Eugenio Patané, la Presidente di Roma Servizi per la Mobilità Anna Donati e la Direttrice del Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti Monica Zelinotti.
Ma il BiciPlan non è solo un piano tecnico per costruire nuove piste ciclabili. È una visione di città.
Una città che sceglie la mobilità sostenibile come risposta concreta al cambiamento climatico, che non è un’emergenza astratta o lontana: è qui, la stiamo vivendo ogni giorno.
Questo piano guarda oltre la bicicletta come mezzo: punta su una rete ciclabile connessa, integrata, continua, che faciliti l’uso quotidiano della bici come alternativa reale all’auto privata. E lo fa senza dimenticare gli spazi pubblici: più verde, più sicurezza, più qualità urbana, segnaletica chiara e illuminazione efficace.
Il BiciPlan è parte integrante del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e ci avvicina sempre di più alle grandi capitali europee che da tempo investono sulla ciclabilità come chiave di accessibilità urbana e benessere collettivo.
Il lavoro che ci aspetta è tanto, e lo vogliamo fare insieme alla città.
La fase di confronto che si apre ora con comitati, associazioni, cittadine e cittadini sarà fondamentale per migliorare e rafforzare il progetto. La partecipazione non è un rito: è una scelta politica precisa.
Nei prossimi giorni porteremo il BiciPlan in Giunta. Lo faremo con la convinzione che una mobilità diversa è possibile.
Perché cambiare Roma significa anche cambiare il modo in cui la attraversiamo. E questo cambiamento non è solo infrastrutturale: è anche culturale.
Un passo dopo l’altro, una pedalata alla volta, lo stiamo costruendo. Insieme.
Roma più sicura, più giusta: il lavoro della Consulta sulla sicurezza stradale
Più sicurezza, più spazio alle persone, meno incidenti.
Sono questi gli obiettivi che guidano l’impegno quotidiano dell’Amministrazione Capitolina sul tema della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile.
Durante l’assemblea della Consulta Cittadina per la Sicurezza Stradale e la Mobilità Sostenibile, abbiamo fatto il punto sul lavoro svolto fin qui e su quello che ci attende nei prossimi mesi. Un confronto ricco e necessario, che ha coinvolto le istituzioni, la Polizia Locale, le associazioni, i tecnici, le cittadine e i cittadini. Un confronto vero.
I numeri del cambiamento
I dati ci dicono che gli incidenti mortali a Roma stanno diminuendo, ma sono ancora troppi. È una realtà che non possiamo accettare, ed è per questo che abbiamo messo in campo interventi strutturali:
- 45 black point già in fase di riprogettazione su un totale di 75 individuati in città
- 115 attraversamenti pedonali rialzati pronti per partire entro il 2025
- I Municipi potranno realizzarne altri fin da subito, grazie alle linee guida approvate e a risorse proprie
- Nuove zone 30, strade scolastiche, impianti semaforici intelligenti con Vistared e velox fissi in arrivo nei punti più critici
È un piano concreto, nato dal confronto costante con la Consulta e con i territori, che unisce progettazione, investimenti e visione.
La Consulta come motore del cambiamento
Come ho detto in aula, la Consulta non è un organo che deve semplicemente approvare le scelte dell’amministrazione.
È, anzi, uno spazio di proposta, di stimolo, di responsabilità condivisa.
È grazie al lavoro paziente e competente della Consulta, ai contributi di chi conosce il territorio e ci lavora ogni giorno, se oggi possiamo parlare di risultati reali e misurabili.
Dare ascolto a queste competenze, accoglierle e tradurle in azione concreta: è questo il compito di chi amministra. E continueremo a farlo.
Verso una Roma più giusta
Al prossimo assestamento di bilancio, sarà previsto un finanziamento significativo proprio per accelerare gli interventi sulla sicurezza stradale.
Non possiamo fermarci. Perché una Roma più sicura è una Roma più giusta, più accessibile, più umana.
Continuiamo così. Insieme.
PE–PPE! Il bus della cultura: bellezza, accessibilità e sostenibilità in viaggio
È partito il 2 luglio dal XV Municipio, con la prima corsa delle 9.30 da piazza Saxa Rubra verso il Museo della Forma Urbis, nel parco del Celio. E questo è solo l’inizio.
PE–PPE!, il bus della cultura gratuito e aperto a tutte e tutti, accompagnerà cittadine e cittadini di ogni Municipio nei luoghi della cultura della nostra città: musei, parchi storici, cinema all’aperto, spettacoli dal vivo e molto altro.
Dal 2 luglio al 12 ottobre ogni Municipio sarà collegato gratuitamente ai poli culturali di Roma, in un vero e proprio viaggio urbano che mette insieme accessibilità, bellezza e sostenibilità.
Un progetto fortemente voluto e presentato in Campidoglio insieme al Sindaco Roberto Gualtieri e agli Assessorati alla Cultura e alla Mobilità, e di cui sono particolarmente orgoglioso come Presidente della Commissione Mobilità.
Un progetto concreto e inclusivo
- 75 itinerari totali, 5 per ciascuno dei 15 Municipi
- Ogni percorso sarà coperto da un pullman brandizzato da 45 posti, pronto ad accogliere persone di ogni età, provenienza, condizione
- L’iniziativa è totalmente gratuita, pensata per portare la cultura anche a chi finora ne è rimasto escluso
PE–PPE! non è solo un autobus. È un’idea di città, un progetto che parla di accesso, partecipazione, democrazia culturale.
È il diritto di scegliere di vivere Roma, e farlo senza barriere.
Cultura e mobilità sostenibile
Grazie a PE–PPE! stimiamo di togliere dalla strada circa 1.700 auto.
Un risultato che parla anche di sostenibilità e qualità della vita. Perché muoversi bene significa vivere meglio.
Il 4 luglio tocca al XIV Municipio. E il 19 luglio si parte dal II Municipio, direzione Ostia, per il Festival delle Letterature.
Una Roma giusta passa anche da qui.
Attraverso progetti come PE–PPE!, costruiti con cura, visione e partecipazione, possiamo davvero unire i territori e portare la bellezza ovunque.
Tutte e tutti a bordo. Ci vediamo sul bus.
Premio sportivo “Figura dell’arbitro” in Campidoglio
Sono arbitro da oltre vent’anni.
Una scelta che ti segna, che ti educa, che ti cambia.
È una palestra di carattere, una scuola di vita, una vera e propria vocazione.
Per questo ieri, 24 giugno, in Campidoglio è stato un giorno speciale.
Per la prima volta, abbiamo voluto celebrare la figura dell’arbitro nel cuore istituzionale della nostra città.
Lo abbiamo fatto con forza, convinzione e cuore, alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, del Presidente dell’AIA Antonio Zappi, delle istituzioni, delle autorità sportive e di tanti colleghi e amici.
Un momento sentito, condiviso, necessario.
Perché l’arbitro è colui che, mentre tutti guardano il pallone, pensa alle regole.
È chi sceglie la discrezione invece del protagonismo.
È chi garantisce giustizia ed equilibrio, anche quando sarebbe più comodo voltarsi dall’altra parte.
E proprio per questo, troppo spesso, diventa il bersaglio dell’ignoranza e della violenza.
Lo abbiamo visto anche di recente. E non possiamo accettarlo.
Il premio “Figura dell’arbitro” nasce da qui: dalla volontà di restituire dignità a una figura centrale nello sport, ma troppo spesso dimenticata.
Un riconoscimento che parte dal calcio, dal futsal, dal beach soccer, e che dal prossimo anno vogliamo estendere a tutte le discipline sportive.
E non sarà un episodio isolato.
Abbiamo votato per rendere questa celebrazione un appuntamento fisso, perché una città che onora chi serve è una città che cresce.
In coscienza, in umanità, in futuro.
Per me non è stato un evento come gli altri.
È stato un momento personale, profondo.
Un grazie sincero a chi, ogni settimana, indossa quella divisa con sacrificio, coraggio, passione.
Perché senza arbitri non c’è sport.
E senza regole, non c’è civiltà.
Viva gli arbitri. Viva lo sport. Viva Roma.
Israele attacca l’Iran. Europa e USA applaudono
Nella notte tra il 12 e il 13 giugno, Israele ha lanciato un attacco contro l’Iran, dando inizio a un nuovo, gravissimo conflitto in Medio Oriente. E ancora una volta, l’Italia – anziché svolgere un ruolo di mediazione – si limita ad assecondare.
La politica estera del nostro Paese si muove tra passività e infantilismo. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani continua a ripetere slogan come “basta guerra, basta escalation”, frasi vuote che servono più a tranquillizzare la coscienza che a prendere una posizione vera.
Nel frattempo, l’Europa si allinea senza esitazione alla posizione israeliana, senza farsi domande, senza esprimere una voce autonoma. Da decenni si parla della cosiddetta “minaccia nucleare iraniana”, eppure l’Iran non possiede armi nucleari, ma solo un programma sotto monitoraggio internazionale. Israele, invece, detiene da tempo un arsenale nucleare non dichiarato e mai sottoposto a controlli.
Il nostro governo tace, ma intanto si muove sulla linea degli Stati Uniti di Trump, un “pacifista” a parole che continua ad alimentare i conflitti per interessi strategici. E l’Italia, più che alleata, sembra spettatrice accondiscendente.
Inaccettabili le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha dichiarato: “Israele sta facendo il lavoro sporco per noi.” Un’affermazione che suona come un’ammissione: bombardare l’Iran, per conto dell’Europa.
Ora, ci viene ripetuto che Israele avrebbe il “diritto alla difesa”. Ma in questo caso, è stato Israele a colpire per primo.
Serve una voce diversa. Serve una politica estera autonoma, chiara, coraggiosa.
Non servono complicità. Non servono silenzi. Non servono slogan.
Mobilità e territorio: sopralluogo in via Maroi in vista del nuovo PalaCorviale
Ieri mattina abbiamo effettuato un sopralluogo in via Maroi insieme a cittadine e cittadini, al Municipio XI, a Roma Servizi per la Mobilità, al Dipartimento Mobilità, alla Polizia Locale e alla Direzione Tecnica.
Un’occasione importante per confrontarci direttamente sul territorio, con al centro un tema prioritario: la mobilità in vista dell’apertura del nuovo Palazzetto dello Sport – il PalaCorviale.
Un’opera significativa, che porterà sport, eventi e opportunità, ma anche un inevitabile aumento del traffico e nuove esigenze per chi vive ogni giorno il quartiere. È quindi fondamentale agire per tempo, ascoltare il territorio e progettare soluzioni condivise.
Via Maroi presenta criticità evidenti: marciapiedi poco accessibili, attraversamenti pedonali difficili anche a causa della presenza delle alberature. Servono interventi mirati e risolutivi, come un attraversamento pedonale rialzato, luminoso e/o a chiamata, per migliorare la sicurezza e l’accessibilità della strada.
Un altro nodo centrale emerso durante il sopralluogo è l’incrocio con via Portuense, punto sensibile per tutta la viabilità del quadrante. Roma Servizi per la Mobilità ha presentato una proposta progettuale per aumentare la sicurezza dell’intersezione, condivisa e discussa sul posto.
Stiamo inoltre lavorando alla definizione del nuovo capolinea bus. Due le aree attualmente in valutazione, e presto sarà presa una decisione per garantire un collegamento efficiente e funzionale al nuovo impianto sportivo.
È stato un sopralluogo concreto e partecipato, per mettere al centro le persone e preparare il territorio a un cambiamento che deve portare benefici, non problemi.
Avanti, con concretezza e partecipazione.