Piano Casa e sicurezza: il governo “scappa” mentre le città soffrono
Quando il Sindaco Roberto Gualtieri denuncia pubblicamente la mancanza di risorse per il Piano Casa e per la sicurezza notturna, Matteo Salvini evita il confronto. Non risponde, non chiarisce, non si assume responsabilità.
E lo fa da vicepresidente del Consiglio, proprio mentre il Paese avrebbe bisogno di risposte concrete su emergenze sociali che colpiscono milioni di persone. Serve più case popolari, più social housing per chi vive in povertà relativa o assoluta, e programmi strutturali per chi è senza tetto o senza fissa dimora.
E il governo? Annuncia, promette, ma non realizza nulla. Si parla di un Piano Casa da 100.000 alloggi in dieci anni, cioè 10.000 alloggi l’anno: troppo poco, se consideriamo che basterebbero meno di due anni per rimettere a disposizione le oltre 70.000 case popolari esistenti. Nella legge di bilancio 2026 non è previsto nemmeno un euro per questa emergenza. Così, la propaganda prende il posto delle politiche pubbliche, e il prezzo lo pagano i più fragili.
Sul fronte della sicurezza, la situazione non è migliore. I sindaci chiedono da tempo più presenza delle forze dell’ordine nelle ore serali e notturne, ma il governo tace. Forse perché conviene mantenere il problema irrisolto, da usare come strumento di propaganda invece che di intervento concreto.
Il cosiddetto Piano Casa Italia, più volte annunciato da Giorgia Meloni e Salvini, doveva contare su 15 miliardi di euro. Nella realtà, la legge di bilancio prevede solo 50 milioni nel 2027, 50 milioni nel 2028 e qualche cifra marginale fino al 2030. Nel 2026? Zero.
Questo è il governo del “nega, evita, fugge”: grandi annunci senza coperture, piani altisonanti senza soldi, mentre chi governa le città resta solo e le famiglie in difficoltà senza risposte.
Matteo Salvini scappa.
E con lui scappa l’idea che i problemi sociali possano essere affrontati con serietà e responsabilità. Roma, come tutte le città italiane, non ha bisogno di propaganda e assenze: ha bisogno di scelte concrete, risorse vere e rispetto istituzionale.
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