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“Remigrazione”: perché l’annullamento dell’evento alla camera è una buona notizia

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“Remigrazione”: perché l’annullamento dell’evento alla camera è una buona notizia

L’evento sulla cosiddetta “remigrazione”, che avrebbe dovuto prendere luogo alla Camera venerdì 30 gennaio, è stato annullato.Ed è una buona notizia. Una notizia che va detta con chiarezza, senza ambiguità […]
Febbraio 3, 2026 0 Comments by Amministratore in Uncategorized

L’evento sulla cosiddetta “remigrazione”, che avrebbe dovuto prendere luogo alla Camera venerdì 30 gennaio, è stato annullato.
Ed è una buona notizia. Una notizia che va detta con chiarezza, senza ambiguità e senza timidezze.

Perché “remigrazione” è una parola infame. Un termine costruito ad arte per addolcire ciò che in realtà è: deportazione, espulsione, negazione dell’umanità. Una parola finta, dietro cui si nasconde un’idea antica e pericolosa: dividere il mondo tra chi “merita” di restare e chi deve andarsene.

Portare queste ideologie neofasciste dentro i luoghi delle istituzioni è semplicemente inaccettabile. Non è confronto, non è pluralismo, non è democrazia. È una forzatura culturale e politica che va respinta con fermezza, senza tentennamenti.

Non c’entra nulla la libertà di pensiero, come qualcuno a destra — estrema destra — prova a raccontare. Il fascismo non è un’opinione tra le altre. È la negazione stessa del pensiero. È l’annullamento della libertà, dei diritti, della dignità delle persone. Dove c’è fascismo, il pensiero muore.

Parlare di “remigrazione” nel 2026 è disumano e fuori dal tempo. Viviamo in un mondo attraversato da guerre, crisi climatiche, povertà, migrazioni forzate. In questo contesto, non siamo davanti a un dibattito, ma a un’ideologia malata, a una propaganda che tenta di trasformare la paura in odio.

Ancora più grave è arrivare a dire che “l’antifascismo è una mafia”. È un punto bassissimo del discorso pubblico. Sono parole violente, che avvelenano il linguaggio e, di conseguenza, la società. Perché le parole non sono mai neutre: costruiscono mondi o li distruggono.

L’antifascismo non è uno slogan. Non è una bandiera da sventolare solo nelle ricorrenze. È una responsabilità quotidiana. È la scelta di stare dalla parte delle persone, dei diritti, della libertà.

Ed è scritto nella nostra Costituzione, nata per ricostruire una democrazia sulle macerie fisiche, culturali e morali lasciate dal fascismo.

Per questo non possiamo essere neutrali.
Per questo non possiamo essere tiepidi.

Fuori il fascismo dalle istituzioni. Sempre.

Tags:Mobilitiamo Roma News
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