Ideali fascisti nelle liste per Michetti Sindaco
Francesco Cuomo è candidato consigliere comunale nella lista Fratelli d’Italia (la cui leader è, ricordiamolo, Giorgia Meloni) per Michetti sindaco. Ex capo ultras della Lazio, conosciuto come ‘il camerata’. Non abbiamo bisogno di un programma politico per capire qual è il suo pensiero, questo articolo de La Repubblica lo spiega chiaramente. È questo quello che ci aspetta? Quali valori può portare con sé Francesco Cuomo? Senza volersi soffermare sulla stretta amicizia con esponenti vivi o morti del mondo della criminalità romana, basterebbe la legge per apologia di fascismo a tenere lontano questi individui dalla vita comune.L’Italia è una repubblica antifascista. Per legge, non per opinione. E, cosa ancora più importante, per motivazioni storiche molto serie. Via gli ideali fascisti dalla politica italiana e alla larga dall’amministrazione della città di Roma i loro rappresentanti.
Luca e il Parco Archeologico di Centocelle
Il racconto di Luca fa parte del progetto “Al passo con Roma – Storie di persone che fanno la città”, con cui ho deciso di dare spazio a esperienze e realtà significative. Ho conosciuto Luca e il PAC Libero seguendo la vertenza del Parco di Centocelle e mi sono reso conto di avere di fronte non solo delle persone molto battagliere ma anche e soprattutto estremamente competenti.
Guardandoli su una mappa, Flaminio e Tor Pignattara non sono poi così lontani. Seguendo la strada più breve, i due quartieri sono separati da una manciata di chilometri, poco più di 10, che per le dimensioni di Roma rappresentano davvero un’inezia. Eppure, nella realtà, sono due mondi completamente diversi e la linea immaginaria che li collega rappresenta una delle rotte tipiche lungo cui si sono mosse le vite di molti romani negli ultimi 40 anni. Un esodo a raggiera, dalle zone centrali verso quelle periferiche e poi ancora più in là, oltre il Raccordo.
Luca Scarnati è parte di questo esodo. Infatti, nato e cresciuto nelle palazzine dei ferrovieri al Flaminio, a due passi dal Tevere, quando ha deciso di sposarsi e comprare casa ha dovuto fare i conti con la dura realtà del mercato immobiliare romano. “Un appartamento lì non potevo permettermelo, all’epoca le quotazioni arrivavano quasi a diecimila euro al metro quadro”. Così la scelta è ricaduta su Tor Pignattara, perché ben collegata e con prezzi decisamente più abbordabili. Ed oggi afferma con convinzione che non tornerebbe indietro perché di là si sentirebbe fuori contesto.
La Tor Pignattara che racconta Luca è “un mondo in fermento”, un quartiere vivace, ricco di associazioni e organizzazioni, in cui è possibile tessere relazioni e costruirsi una rete sociale di supporto. “Da quando nostro figlio va a scuola, io e mia moglie ci siamo creati intorno un nucleo di altri genitori che frequentiamo spesso e con cui ci diamo una mano a vicenda”. Un terreno fertile anche per coltivare l’impegno politico e l’attivismo civico, dimensioni che nella sua vita non sono mai mancate. “Io vengo dagli ’70 e ’80 e ho sempre fatto parte di un’ala un po’ contestatrice; sono cresciuto a pane e sezioni del PCI, le ho frequentate come se fossero luoghi normali, come se impegnarsi politicamente fosse una cosa scontata”. Così, alla prima occasione, il desiderio di partecipazione è riemerso e, nel 2014, Luca ha partecipato all’assemblea di quartiere che si è mobilitata contro il degrado. “È stata una bella esperienza, durata circa un anno, grazie alla quale sono entrato nel vivo del quartiere e ho conosciuto molte persone”.
La battaglia più testarda, però, è quella per il Parco Archeologico di Centocelle, che ha portato Luca ad essere tra i promotori del Comitato PAC Libero. Tutto ha inizio del 2017, quando dall’interno del Parco gli abitanti della zona vedono alzarsi degli strani fumi bianchi. L’area interessata è quella che era stata occupata, fino a qualche anno prima, dal campo nomadi Casilino 700, poi sgomberato. Ad esalare i fumi tossici, secondo i cittadini, sono proprio i resti di quell’insediamento, interrati dalla ditta che si occupò della demolizione delle baracche. Un sospetto solido anche se mai confermato ufficialmente. L’episodio genera preoccupazione ma ha anche il merito di riaccendere i riflettori su un’area che dovrebbe essere un fiore all’occhiello di Roma e che invece è finita da anni nel dimenticatoio.
Il Parco Archeologico di Centocelle, infatti, si estende su 126 ettari, di cui però solo 33 sono fruibili. Inoltre, al suo interno ospita i resti di ben tre ville romane, i cui reperti, catalogati dalla sovrintendenza, sono ospitati nelle cantine del vicino Istituto Superiore Immanuel Kant. “La cosa assurda”, denuncia Luca, “è che esiste già un progetto approvato di riqualificazione del Parco e sono stati stanziati anche i fondi, basterebbe solo fare i relativi bandi, ma nessuno gli sta dietro e quindi è tutto fermo”. E la situazione continua ad essere bloccata anche oggi. Le lotte del PAC Libero, infatti, hanno creato attenzione mediatica e istituzionale attorno al tema ma non sono ancora riuscite a far ripartire la macchina amministrativa. “Abbiamo ottenuto delle commissioni capitoline dedicate al parco e un consiglio comunale straordinario con la presenza della Raggi, siamo stati ricevuti al Ministero dell’Ambiente e siamo riusciti a far svolgere anche delle commissioni regionali sul tema”. Il Parco, però, resta ancora una chimera, nonostante l’uso della parte agibile sia letteralmente esploso durante il lockdown, a conferma del bisogno che c’è di un’area verde così ampia in zona molto popolosa. “Il problema è che questa amministrazione comunale è incapace di affrontare i problemi, sia dal punto di vista politico che amministrativo; e la giunta del V municipio è ancora peggio”.
La Città del Mare
Roma è una grande capitale internazionale che si affaccia sul Mediterraneo. Valorizzare il suo litorale e il suo entroterra è un’occasione privilegiata di sviluppo non intensivo e di qualità per il X Municipio e tutta la città. Con investimenti adeguati possono essere potenziate infrastrutture e servizi, migliorati i collegamenti con il resto della città e con l’Aeroporto di Fiumicino, tutelato e rilanciato il patrimonio culturale ed ambientale di cui dispone questa parte di città in una visione che sappia coniugare bellezza, crescita economica, sostenibilità, accessibilità e qualità della vita per residenti e turisti.
Le mie proposte per Roma Città del Mare
- Approvare in tempi rapidi il Piano di Utilizzazione degli Arenili di Roma
- Creare un Ufficio extra-dipartimentale che si occupi di demanio marittimo, alle dirette dipendenze del Sindaco che, in stretto raccordo con il Presidente del X Municipio,
- Pianificare, in stretto raccordo con la Regione Lazio, interventi per la difesa della costa, anche attraverso l’utilizzo delle ingenti risorse della programmazione europea e del Fondo di Sviluppo e Coesione.
- Ideare un nuovo Piano Generale del Traffico Urbano per il Mare di Roma
- Pianificare il recupero di Nuova Ostia, dell’idroscalo e delle aree degradate dell’entroterra
- Potenziare la vocazione di Ostia come Città Palestra, dove è possibile praticare diversi tipi di sport, in modo accessibile e inclusivo
- Potenziare la vocazione di Ostia come città universitaria
- Valorizzare le bellezze culturali e naturalistiche, come Ostia Antica, la Pineta di Castel Fusano, la Colonia Marina Emanuele III o Tor San Michele
- Rafforzare l’area industriale e artigianale di Acilia-Dragona (unico polo produttivo del territorio
Scuola, a rischio il trasporto degli alunni disabili
Era il 23 novembre 2020 quando partecipavo al presidio promosso dalla Filt Cgil Roma Lazio per i lavoratori della Tundo Spa, in Via di Capitan Bavastro. La manifestazione di allora era il modo per manifestare il dissenso verso chi, da mesi, era costretto a vedersi negato lo stipendio con il conseguente disservizio su un lavoro di fondamentale importanza: il trasporto di farmaci, di pazienti oncologici e dializzati e il trasporto scolastico di alunni con disabilità.
É con grande dispiacere che a distanza di quasi un anno mi trovo a segnalare l’ennesima inadempienza del pagamento degli stipendi ai dipendenti. Un anno fa, intervenne il Campidoglio. Questa volta, ad attività politiche ferme in vista delle prossime elezioni amministrative di ottobre, la questione si complica.
Il compito della politica dovrebbe essere quello di amministrare la città con consapevolezza e competenza, e invece, come sempre, a farne le spese sono le famiglie in condizioni di fragilità. Tra qualche giorno si torna a scuola. Cosa diremo tra qualche giorni ai genitori degli utenti che si affidano a questo servizio e che vedono periodicamente vanificata la loro fiducia? Il singolo sarà costretto ad organizzarsi l’ennesima volta da solo, di fronte a un diritto negato ?
Verità per Giulio Regeni
Ci sono voluti 4 anni per arrivare a una (mezza) verità. Era il 3 febbraio 2016 e il cadavere di un ragazzo friulano veniva trovato lungo una strada che collega Alessandria a Il Cario. Quel ragazzo era Giulio Regeni. Un nome divenuto, ahimè, familiare ed entrato nelle coscienze di molti italiani.Quello che è stato fatto a Giulio è atroce. Cinque testimoni raccontano che dopo l’arresto Giulio è stato privato per nove giorni della sua libertà, ha subìto sevizie, è stato torturato con oggetti roventi, calci, pugni, lame e bastoni. Tutto ciò è INAMMISSIBILE. E ancora di più se pensiamo che dietro a tutto ciò si celano 4 agenti dei servizi segreti egiziani appartenenti alla National Security e il Maggiore Sharif.La lotta incessante della famiglia è stata e continua ad essere una lotta nazionale per il raggiungimento dei diritti civili, umani e per un profondo senso di giustizia. Quanto fatto fino ad ora dalla Procura di Roma è una tappa importante per la democrazia italiana ma non è certamente il momento di tirare le fila. Ora e ancora #VERITÀPERGIULIO.
L’assedio
La notte del 10 marzo 2015, io e Fabrizio Nikzad ricevemmo una telefonata: “Venite al vostro locale, c’è stato un incendio”.
Giunti sul luogo, è risultato subito chiaro che fosse stato un atto intimidatorio.
In quel periodo io e Fabrizio, da sempre impegnati ad Ostia per portare la legalità, avevamo trasformato uno spazio in quello che Enzo Ciconte definisce nel suo libro: “un luogo di sensibilizzazione antimafia”.
Il colpevole non è mai stato trovato.
Il Commissario della polizia di Ostia alcuni anni dopo è stato condannato per peculato, falso, truffa, ecc…
Questa è solo una delle tantissime storie che raccontano l’evoluzione della criminalità a Roma nel nuovo libro “L’assedio” di Enzo Ciconte, ma il fatto che questo piccolo fatto di cronaca sia parte del libro, mi onora, perchè mi porta a credere di essere riuscito a essere dalla parte giusta della città.
Borghetto San Carlo torna ai cittadini
Finalmente iniziano i lavori di ristrutturazione dei casali.
Borghetto San Carlo è una tra le vertenze territoriali che seguo da più tempo e che inevitabilmente mi sta a cuore. Perché è la fotografia plastica di come ingiustamente un diritto collettivo può trovare scogli insormontabili nella burocrazia e negli interessi della città.
Finalmente, dopo anni di discussioni e sollecitazioni (ho presentato mozioni, accessi agli atti e almeno un paio di interrogazioni alla #Sindaca Virginia Raggi e alla sua giunta), qualche giorno fa sono iniziati i lavori di ristrutturazione dei casali di Borghetto. Lavori che avrebbero dovuto concludersi nel 2016 ma che, a causa di molteplici vicissitudini e di una chiara volontà politica, non sono mai veramente partiti.
Ora però abbiamo una nuova data certa: ottobre 2021.
L’impegno costante della Cooperativa Agricola Coraggio, del suo presidente Giacomo Lepri, di tutto quel mondo che ha trovato un legame di comunità nella proposta di delibera della #FoodPolicy, come Terra, Slow Food Roma, dei comitati di quartiere, ha permesso di poter raggiungere un primo pezzo di risultato atteso.
Insieme continueremo a vigilare sullo stato di avanzamento dei lavori. È una vittoria che vogliamo. Per Roma, per la sua terra che torna ad essere bene collettivo.








