L’Assemblea Capitolina torna a Rebibbia: ascolto, dignità, futuro e speranza
Il 23 settembre l’Assemblea Capitolina è tornata, dopo oltre vent’anni, a riunirsi all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia. L’ultima volta accadde nel 2002, con il sindaco Walter Veltroni: un segno forte allora, un impegno che oggi vogliamo rinnovare.
Abbiamo scelto di essere presenti non solo simbolicamente, ma con la convinzione che i luoghi della detenzione non siano un mondo a parte, bensì parte integrante della nostra città. Consideriamo gli istituti carcerari come un vero e proprio “sedicesimo municipio”, che deve poter contare sull’impegno concreto dell’amministrazione capitolina.
Parliamo della necessità di realizzare impianti sportivi e palestre, di rafforzare i collegamenti del trasporto pubblico per facilitare le visite dei familiari, di sostenere progetti di lavoro e di formazione, di sviluppare percorsi di reinserimento e di garantire soluzioni abitative per chi non ha una casa o una rete di sostegno. Significa immaginare strumenti concreti che permettano, laddove possibile, di scontare la pena fuori dal carcere, con dignità e responsabilità.
Ma soprattutto, oggi abbiamo raccolto istanze precise, bisogni concreti, domande di futuro. Il nostro compito, come istituzioni, è farcene carico con serietà e responsabilità, perché le persone non si riducono ai reati che hanno commesso né agli errori compiuti: sono storie, percorsi di vita, frammenti di comunità che meritano ascolto e dignità.
Una città giusta, un Paese democratico, non voltano lo sguardo altrove, ma si assumono la responsabilità di accompagnare quelle storie, trasformando le promesse in azioni e i muri in ponti di cittadinanza.
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